Femminicidio e povertà: lo "stigma" investe la società e non solo la malattia mentale - Genova 24

Femminicidio e povertà: lo “stigma” investe la società e non solo la malattia mentale

violenza donne

Genova. Sarà dedicata al femminicidio e alla povertà la seconda Giornata Nazionale di Lotta allo Stigma, che si celebra il 19 ottobre prossimo con un simposio a Genova. Eliminare pregiudizi e forme di esclusione sociale comprese quelle legate alla malattia mentale è l’obiettivo dell’Alta Scuola Italiana di Lotta allo Stigma (A.S.I.L.S.), che concentra quest’anno la sua analisi sulle esperienze di esclusione/emarginazione che oggi caratterizzano la società italiana e si manifestano attraverso fenomeni quali femminicidio e povertà.

La “cultura dello scarto”, prodotta dalla globalizzazione economica, con tutte le sue drammatiche conseguenze individuali e di genere sarà oggetto di riflessione nel convegno di Genova dove autorevoli esponenti della psichiatria dialogheranno con il mondo del lavoro, della cultura e dell’associazionismo.

L’A.S.I.L.S vuole stimolare una riflessione sulla necessità di non ascrivere lo stigma alla sola patologia psichiatrica, individuandone la natura trasversale.

Proprio per educare all’inclusione, l’A.S.I.L.S, nel mese di maggio, organizzerà un evento formativo a Parma che coinvolgerà cinquanta partecipanti di diversa estrazione (insegnanti, giornalisti, impiegati, professionisti) per realizzare un percorso finalizzato a incidere sugli atteggiamenti personali e professionali, attraverso la contaminazione come strumento informativo e formativo.

Dall’inizio della crisi sono praticamente raddoppiati (+99%) gli italiani che si trovano in una condizione di povertà assoluta ed oggi sono 4,81 milioni coloro che non hanno una disponibilità economica sufficiente neanche ad acquistare beni e servizi essenziali per vivere. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che fotografa la realtà del Paese, in base ai dati Istat relativi agli ultimi 5 anni segnati dalla crisi. Il deterioramento della condizione socioeconomica ha prodotto un impoverimento su più strati sociali, acuendo la povertà delle fasce disagiate e rendendo poveri coloro che avevano delle certezze.

Il declassamento e il conseguente meccanismo di esclusione produce vergogna e priva l’individuo della dignità. L’ombra stigmatizzante impedisce a chi subisce il declassamento di chiedere aiuto e priva i poveri della solidarietà materiale ed emotiva.

Il femminicidio – 900 le donne uccise dal 2005 al 2012 in Italia secondo dati riportati da Serena Dandini nel libro Ferite a Morte (Rizzoli, 2013) – come possibile conseguenza dell’organizzazione sociale al maschile che produce esclusione ed estende le categorie di forza e sopraffazione alla quotidianità domestica, diventando in alcuni casi violenza e omicidio di genere. Tra i dati significativi: l’ordinario profilo del potenziale aggressore e la difficoltà della donna nel riconoscersi vittima potenziale dell’assassino.

La necessità di analizzare il fenomeno da molteplici prospettive porta un allargamento del dibattito all’ambito antropologico, sociologico, piscologico, letterario oltre che psichiatrico. Nel corso del convegno ci sarà anche la scrittrice Catena Fiorello, intervistata dal Prof. Antonino Minervino sulla povertà come filo conduttore dei suoi libri e tema centrale dell’ultimo romanzo “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, Rizzoli.

L’impostazione del convegno è a cura di Paolo Girardi, Presidente dell’ASILS e professore ordinario di psichiatrica dell’Università “La Sapienza” di Roma, Antonino Minervino, segretario scientifico dell’ASILS, Mario Amore, coordinatore del comitato scientifico dell’ASILS e Professore Associato in Psichiatria, Direttore Unità Operativa e Scuola di Specializzazione Università di Genova.

Interverranno sul tema fra gli altri: Luigi Ferrannini, Paolo Girardi, Marco Vaggi Deborah Parigi, Maurizio Pompili, la giornalista del Secolo XIX Silvia Neonato, Emi Bondi, la scrittrice Catena Fiorello, Antonino Minervino, Vicepresidente della SIMP e Direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Azienda Istituti Ospitaleri di Cremona, Mario Amore.