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Ecosistema urbano, Legambiente boccia Genova: meno trasporto pubblico, più inquinamento

Liguria. Desolante il quadro delle città liguri: Genova e La Spezia erano sul podio e arretrano di due posizioni, Savona ne perde addirittura ventuno, l’unico timido segnale arriva da Imperia, che risale cinque posizioni portandosi, tra le piccole città, al 33esimo posto. E’ quanto emerge nella XX edizione del rapporto di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore sull’ecosistema urbano. I dati sono relativi all’anno 2012.

A Genova aumenta la presenza di Ossidi di azoto che passano dallo scorso anno da 49,8 a 58,2 (media giornaliera in microgrammi/m3) e i giorni di superamento dei limiti per l’Ozono da 21,7 a 41,5 (media del numero di giorni con un superamento sulle 8 ore del valore di 120 microgrammi/m3). La produzione dei rifiuti pro capite nelle quattro città liguri, aumenta solo a Genova salendo dal 2012 di 3,1 Kg. (da 541,7 a 544,8 Kg.) mentre la raccolta differenziata è al 32%. Sul fronte del trasporto pubblico il dato è negativo per il numero di passeggeri trasportati. Questi sono stati in costante aumento a partire dal 2004 sino al 2008, ma da allora si registra un costante calo arrivando quest’anno a 246 viaggi per abitante all’anno, esattamente lo stesso valore di dieci anni fa, mentre lo scorso anno era di 254 e aveva raggiunto il massimo nel 2008 con 264 viaggi per abitante all’anno. Per il solare termico Genova possiede 1,58 mq. di panneli installati ogni 1000 abitanti.

“Ecosistema urbano – sottolinea Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – indica chiaramente che la crisi urbana chiede di immaginare con urgenza un altro futuro. Bisogna avere il coraggio di abbattere per ricostruire, rigenerare interi quartieri, recuperare edifici e dare casa, in affitto e a prezzi accessibili, a chi ne ha bisogno fermando il consumo di suolo e restituendo al verde, suolo oggi impermeabilizzato. Anche per vincere la sfida che il dissesto idrogeologico e i cambiamenti climatici pongono, bisogna pensare un modo nuovo di usare le risorse e l’energia, di organizzare la mobilità dando priorità al trasporto pubblico e alle piste ciclabili, con spazi pubblici più sicuri, più salutari e meno alienanti, immaginando la città come luogo dove si realizzano le condizioni per favorire le relazioni sociali, il senso del vicinato, del quartiere, della comunità”.