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Domenica da re per Gasperini, il Genoa e Gilardino schiantano il Chievo Verona

Stadio Luigi Ferraris. Vederlo sulla panchina rossoblù di Marassi è la cosa più naturale del mondo. Eppure non accadeva da anni, dal giorno dell’esonero. Una storia, quella, che appartiene al passato: Gasperini è tornato a casa. A lui il popolo genoano chiede spettacolo e punti. Per accontentarli e battere il Chievo Verona il tecnico si affida al consueto 3-4-3: Perin in porta, Antonini, Portanova e Manfredini in difesa, Vrsaljko, Biondini, Lodi e Marchese (la squalifica è finalmente alle spalle) sulla mediana e il tridente d’attacco formato da Santana, Gilardino e Centurion. Per l’argentino sono i primi minuti in una partita di campionato con la maglia rossoblù, i riflettori sono puntati sul di lui.

I gialloblù si presentano a Marassi con l’ex Paloschi a far coppia in avanti con Pellisier. Nell’undici titolare scelto da mister Sannino (più volte accostato al Genoa in estate) anche gli ex sampdoriani Bentivoglio ed Estigarribia. Lo speaker annuncia le formazioni: quando pronuncia il nome di Gasperini il pubblico è in delirio. E non si risparmia in cori e applausi quando il tecnico sbuca dal tunnel per sedersi in panchina.

Comincia la nuova era di Gasperini. E comincia con il signor Mazzoleni che fischia l’inizio della gara, sono gli ospiti a battere. Al 2’ Gilardino si allunga il pallone con la testa ma Puggioni lo anticipa prima che possa battere a rete. Lo stesso bomber rossoblù viene atterrato da Dosa Santos e chiede un calcio di rigore: la bandierina del guardalinee rende vane la sua richiesta.

Partita dura, pochi spunti. Al 12’ il Chievo spinge e con un rimpallo dietro l’altro arriva fino a un passo da Perin, decisiva l’opposizione di Portanova sul tiro ravvicinato di Paloschi. Di Bentivolgio l’impreciso tentativo dalla distanza.

Al 15’ la prima vera palla gol del Grifone con Antonini che semina avversari come birilli e smista per Santana: l’argentino opta per il destro a giro ma il pallone si spegne di un soffio a lato. Dopo lo scialbo colpo di testa di Pellisier arriva il vantaggio rossoblù. Cross di Marchese e splendido colpo di testa di Gilardino, quanto basta per portarsi sull’1-0 e far esplodere di gioia i tifosi rossoblù.

Nota stonata, 6’ più tardi, l’infortunio di Santana che costringe Gasperini al primo cambio: è Stoian, ex clivense, a prenderne il posto. Senza pretese la conclusione di Estigarribia; debole anche la replica di Stoian. Il primo tempo si chiude qua.

Comincia la ripresa e dopo 120 secondi il Chievo riesce ad agguantare il pareggio. Estigaribbia si lancia come un fulmine sulla sinistra, smista per Pellisier che indovina l’assist per l’accorrente Bentivoglio: la sua cannonata colpisce la parte bassa della traversa e si insacca in rete. L’avvio di tempo è ricco di emozioni. Passano altri 3’ minuti e i rossoblù si riportano in vantaggio. Merito di Gilardino che sporca con il volto la conclusione di Marchese: Puggioni spiazzato e rete del 2-1 sotto gli occhi della Nord.

Al 13’ tocca a Sardo, la mira non lo premia. Provvidenziale Perin sulla conclusione di Pellissier. Sannino butta nella mischia Hetemaj e Thereau per Bentivoglio e Radovanovic, Gasperini si affida ai muscoli di Kucka e richiama in panchina Centurion. Ancora cambi con Pamic a rilevare Estigarribia.

Poche emozioni, tanti errori. L’ennesimo costa caro a Stoian con Gasperini che lo toglie (il romeno era subentrato a Santana) per dare spazio a Fetfatzidis. Al 40’ Lodi cerca di sfruttare il pezzo forte della casa ma la sua punizione si infrange sull’incrocio dei pali. Mal sfruttati da Kucka un paio di contropiede. Ma può bastare così, il Genoa vince 2-1.

Al triplice fischio lo stadio è tutto per Gasperini. I tre punti regalano entusiasmo e una classifica decisamente più tranquilla: i rossoblù adesso viaggiano a quota otto punti.