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Cuore Sampdoria: 3 punti su 3 in rimonta, decisivi i minuti di recupero

Genova. Quella che si ritrova fra le mani Delio Rossi non è certo una Sampdoria capace di offrire spettacolo. I giocatori di qualità scarseggiano, al pari delle idee. Nei sette turni di campionato fin qui disputati il tecnico blucerchiato ha attinto a piene mani dalla rosa a disposizione: hanno giocato più o meno tutti e sono state sperimentate diverse soluzioni tattiche. Ma niente, il risultato non è cambiato.

È caccia alla soluzione ottimale, quella che possa regalare la salvezza al club blucerchiato. Di positivo c’è solo (e non è poco) la voglia di non arrendersi mai e di lottare fino all’ultimo secondo a disposizione: in questo la squadra assomiglia al suo allenatore.

Parlano i numeri, i 3 punti accumulati in classifica dalla Sampdoria sono arrivati da altrettante rimonte. I blucerchiati, nell’ordine, hanno ripreso Bologna, Cagliari e Torino. In due casi su tre il pareggio è arrivato nell’extra-time, a dimostrazione di come la banda Rossi non si dia mai per vinta.

La prima volta a Trieste contro il Cagliari. La Samp è sotto, decide il gol di Ekdal. All’89’ arriva il pareggio di Gabbiadini ma i padroni di casa dopo due minuti riescono a riportarsi in vantaggio con Conti. Sembra finita, in molti si sarebbero arresi. Non il Doria e non De Silvestri che al 93’ spara verso la porta di Agazzi e, complice la deviazione di Gabbiadini, la butta dentro per il 2-2. Incontenibile la gioia dei tifosi presenti.

Si potrebbe parlare di casualità se non fosse per il bis concesso dalla Samp contro il Torino. L’1-0 di Sansone, il raddoppio annullato a Pozzi (la decisione di Gervasoni ha fatto impazzire di rabbia giocatori e tifosi) e i gol di Immobile e Cerci. La partita è agli sgoccioli ma nei minuti di recupero Eder trova il guizzo, si guadagna un rigore generoso e dagli 11 metri non sbaglia: è ancora una volta il 93’, da non crederci.

Vero che la classifica non sorride ma la squadra ci crede. E ci crede Rossi che spera di poter scartare qualche regalo nel corso del mercato di gennaio. Servono acquisti per placare i malumori di una piazza che imputa questa partenza lenta alle scelte societarie, non certo allo scarso impegno di tecnico e giocatori. Al presidente Edoardo Garrone fischiano le orecchie.