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Crollo ponte di Carasco, continuano le ricerche del disperso. Fossati: “Casse vuote, serve aiuto della Regione”

Valfontanabuona. Un vuoto di circa 22 metri ed un ponte in gran parte da rifare, con interventi che richiederanno tempo e ingenti mezzi. Questa la situazione che si trovano ad affrontare i tecnici della provincia di Genova a Carasco, dopo il terribile crollo di questa notte. A poche ore dalla bomba d’acqua che ha colpito la Valfontanabuona, si fanno i primi sopralluoghi sul posto e si continua a lavorare per arginare completamente la fuga di gas: presenti in questi minuti il commissario provinciale Piero Fossati e l’assessore alle Infrastrutture, Raffaella Paita.

“Stiamo verificando – ha detto Fossati – cosa fare più urgentemente. Incontreremo la Regione per chiedere finanziamenti perché la provincia ha le casse praticamente vuote. Riusciamo a malapena a tenere in piedi la manutenzione ordinaria con i nostri mezzi e uomini”.

Una richiesta di aiuto subito raccolta dall’assessore Paita: “E’ crollata la campata centrale – spiega – quindi non possiamo utilizzare un “ponte Bailey”. Stiamo ragionando con la provincia, ma daremo sicuramente la nostra disponibilità economica e tecnica, nonostante una drammatica situazione. Proprio oggi si capisce meglio la necessità di collegamenti alternativi come il tunnel della Fontanabuona”.

“La nostra prima preoccupazione – conclude Laura Remezzano, sindaco di Carasco – è stata quella di recuperare le persone. Dopo le prime chiamate pensavo di sognare. Arrivata sul posto erano già in azione protezione civile e vigili del fuoco”.

Proseguono intanto le ricerche del presunto disperso: nelle ultime ore si cerca anche fuori dalle acque con l’ausilio di un elicottero. Sara de Martini, di Borzonasca, è invece la ragazza salvata dai carabinieri, che l’hanno sentita urlare, mentre il torrente trascinava via, per più di 500 metri, la sua automobile.