Chiesa sfida gli assessori Briano e Paita: “Una petizione popolare per la gestione pubblica dell’acqua nei piccoli Comuni” - Genova 24

Chiesa sfida gli assessori Briano e Paita: “Una petizione popolare per la gestione pubblica dell’acqua nei piccoli Comuni”

ezio chiesa

Genova. Inizia dai Comuni delle valli Aveto e Sturla la petizione popolare per garantire ai Comuni con meno di 3000 abitanti, facenti parte dei territori delle ex Comunità Montane, la possibilità di gestire in proprio il ciclo integrato delle acque.

“Dalla prossima settimana – afferma il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) – i cittadini potranno recarsi nei municipi di Borzonasca, Mezzanego, Rezzoaglio e Santo Stefano d’Aveto per apporre la firma, sono inoltre previste diverse riunioni nei vari Comuni”.

La petizione è destinata ad estendersi in molti altri Comuni montani con meno di 3000 abitanti della provincia di Genova.

“Intendo invitare alle riunione che si svolgeranno nei vari Comuni – afferma Chiesa – anche gli assessori regionali Briano e Paita che durante la riunione di maggioranza svoltasi ieri hanno manifestato più di una perplessità sulla mia proposta di legge”.

La gente del nostro entroterra è stufa di pagare bollette esorbitanti, vuole riappropriarsi del bene più prezioso: l’acqua.

La petizione oltre chiedere al presidente della giunta regionale Burlando di garantire ai Comuni, su base volontaria, la possibilità di gestire il servizio idrico tende a sostenere la proposta di legge n° 297 del 1 agosto 2013 presentata da Chiesa avente come oggetto: “Norme per garantire una migliore razionalizzazione dei servizi ambientali nei Comuni montani con popolazione sino a 3000 abitanti facenti parte delle ex Comunità montane”.

“E’ opportuno ricordare come in occasione del referendum del 2011 – continua Chiesa – con la vittoria del “Si” quasi 30milioni di italiani hanno votano non solo per abrogare la remunerazione del capitale investito che pesa sulle bollette, ma soprattutto contro la privatizzazione dell’acqua”.

In molti Regione già oggi viene lasciata ai Comuni la facoltà di aderire o meno all’ Ambito Territoriale Ottimale che organizza il servizio idrico integrato.

“Purtroppo in tutti questi anni – conclude Chiesa – abbiamo potuto constatare sulla nostra pelle come, a fronte di un servizio spesso scadente, sono aumentate e continuano ad aumentare a dismisura le tariffe, per questo motivo i cittadini chiedono ai Comuni di accettare la sfida di gestire il ciclo completo delle acque”.