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Centri salute, medici associati e costi standard: l’assistenza al tempo della “nuova sanità”

Liguria. “Gli anziani costano di più. Un problema universalmente riconosciuto, ma non dalla legge negli ultimi anni”. L’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo torna a parlare della peculiarità ligure e lo fa dalla città della Torretta, dove oggi si è svolto il convegno annuale dell’Ordine dei Medici savonesi.

Al centro del dibattito la nuova sanità, il ruolo dei medici alle prese con pazienti, medicine e costi. E se finora la Liguria sembra aver fatto “benino”, il problema resta quello del come andare avanti, quotando i liguri non più per numero, ma per età. “Io mi auguro che nella riorganizzazione dei costi standard si terrà conto di questo aspetto – ha detto Montaldo – è un problema ricorrente per noi, abbiamo bisogno che si riconosca questa nostra particolare demografia”.

C’è poi il ruolo dei medici di famiglia, in evoluzione con i tempi, punto di riferimento della “nuova sanità”. E’ ormai noto, il sistema sanitario sta cambiando: da una visione ospedalocentrica, con la drastica diminuzione dei posti letto si è passati a una visione di assistenza sul territorio.

“Devono trovare il modo di non rappresentare più una figura isolata – ha sottolineato l’assessore – ma al contrario devono essere capaci di lavorare insieme con altri colleghi, per dare un’assistenza più ricca e multidisciplinare ai pazienti”. Tempi più ampi “non significa che ogni medico deve lavorare di più – ha quindi specificato – ma invece poter dare un servizio più ampio, attraverso una migliore organizzazione associata”.

A proposito di ospedali e territorio, a Savona è già in corso la sperimentazione dei centri salute. Genova al momento osserva e si mette in fila.

“Anche Genova sta seguendo le orme di Savona – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Medici, Enrico Bartolini – anche perché riteniamo di dover sviluppare un’organizzazione di vicinanza nei confronti di chi ha bisogno. L’ospedale oggi ha una grande importanza dal punto di vista diagnostico, ma effettivamente c’è bisogno di ampliare maggiormente la cura”.

Quanto ai centri salute “credo che come tutte le novità, sia necessario stare a guardare prima di dare un giudizio, ci potrebbero essere elementi sbagliati, ma mi pare che il modello di Savona si possa portare anche nel genovese”.

Infine i medici “manager” come li ha definiti qualcuno. “Diciamo che i medici rimangono medici, con un grande compito: curare i pazienti – ha concluso Bartolini – Ma devono avere anche un’attenzione di carattere amministrativo e di gestione, che probabilmente in passato non era prevista”.