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Cantiere Sestri Ponente, corsa contro il tempo per il ribaltamento a mare: “Soldi entro dicembre o perderemo altri due anni”

Genova. Il termine ultimo è fissato al 31 dicembre 2013. Poco più di due mesi in cui qualcosa dovrà muoversi, altrimenti l’iter per i lavori del ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente dovrà ricominciare dall’inizio.

manifestazione fincantieri

La questione è al tempo stesso complessa nei suoi meccanismi quanto semplice nelle sue conseguenze. Per partire con i lavori – in stallo ormai da più di due anni – serve il via libera del Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 31 dicembre. Nel caso non si arrivi alla firma entro fine anno, si perderanno 9 dei 35 milioni di euro necessari per iniziare il ribaltamento: la cifra, non utilizzata, potrebbe infatti essere destinata ad altre voci di spesa. Ma non solo: in quel caso diverrebbe anche necessario ricominciare l’iter burocratico da zero. In questo senso il via libera del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi arrivato pochi giorni fa non sposta la questione. Le conseguenze – dicevamo – sono semplici: niente soldi, niente ribaltamento e data di inizio dei lavori posticipata di un anno o due.

Un’ipotesi, questa, da incubo per un cantiere che si trova ancora oggi a fare i conti con la cassa integrazione e che ha ottenuto solo qualche mese fa una nuova importante commessa con cui provare a rilanciarsi. Il ribaltamento a mare garantirebbe nuove prospettive, nuovi spazi operativi e una sensibile riduzione dei costi di produzione. Senza contare che parte delle aree dismesse verrebbero restituite alla città. Per questo oggi a Genova si è tenuto un incontro tra sindacati ed istituzioni. Ai rappresentanti della Regione Liguria (gli assessori Paita e Guccinelli), del Comune (il vicesindaco Bernini) e dell’Autorità portuale (il presidente Merlo) i sindacati chiedono un forte intervento di pressione sul governo, per ottenere al più presto la firma che sblocchi i lavori.

“Nei giorni scorsi abbiamo assistito all’ennesima firma. Sono due anni – spiega il segretario della Fiom Cgil di Genova Bruno Manganaro – che l’opera si deve concretizzare: questa volta ha firmato il ministro Lupi, però mancano i soldi e senza non si parte. Siamo legati alla firma ulteriore del ministro dell’Economia, ma deve arrivare in fretta. Il rischio è di perdere i fondi: significherebbe far ripartire tutto l’iter burocratico e perdere un anno o magari due. Bisognerebbe smetterla con le chiacchiere e passare finalmente ai fatti”.

“Preso atto che il ministro Lupi ha firmato l’atto necessario per l’ulteriore finanziamento dell’opera e che il documento è attualmente al Mef per un vaglio burocratico formale, una volta sbloccati questi fondi, 35 milioni, a cui verranno aggiunti altri trasferimenti per complessivi 60 milioni e le risorse che metterà l’autorità Portuale, saremo pronti a partire”, ha spiegato l’assessore Paita. “A questo punto diventa sempre più importante ribadire il legame tra il Terzo valico ferroviario e il ribaltamento a mare, considerato che l’area del cantiere di Sestri Ponente sarà uno dei siti di raccolta dello smarino prodotto dai lavori della nuova linea ferroviaria”, ragiona Paita. “Un legame, quello tra il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri e Terzo Valico molto importante, il Cociv si è anche reso disponibile a collaborare anche sull’iter progettuale dello stesso ribaltamento.Una collaborazione che potrebbe aiutarci ad accelerare i tempi di inizio dell’opera nello stabilimento”.