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Caccia, nuovo stop. Esultano gli ambientalisti: “Messo subito ko il calendario tappullo”

Genova. La “delibera gattopardesca” è stata fermata. Esultano Le associazioni ambientaliste  WWF, LAC e V.A.S., promotrici del ricorso che ha portato il 15 ottobre scorso alla sospensiva (per 4 giorni) del calendario venatorio regionale della Liguria 2013/14, tramite un decreto cautelare del Consiglio di Stato.

Oggi le stesse associazioni ottengono il secondo stop, questa volta dal Tar ligure: chi si reca a caccia ora rischia una denuncia penale (pena da tre mesi ad un anno), il sequestro di armi e munizioni, e la sospensione della licenza da uno a tre anni.

Dopo il calendario venatorio transitorio varato sabato mattina dalla commissione regionale che ha permesso la riapertura della caccia da domenica scorsa, lo studio legale del prof. Daniele Granara, ingaggiato dalle associazioni, ha lavorato ad un nuovo ricorso.

Oggi il tribunale amministrativo con Decreto Cautelare urgente ha sospeso – sino alla trattazione da parte dell’intero collegio stabilita per il 13 novembre prossimo-  la delibera della Giunta Regionale del 18 ottobre.

“Ma il nuovo provvedimento “tappullo” proposto dall’assessore Briano era carente dei pareri obbligatori della Commissione faunistica consultiva, e di quello dell’ Istituto Superiore  per la Ricerca Ambientale, che peraltro aveva già in precedenza abbondantemente disatteso – commentano WWF,  LAC e VAS – Il consigliere regionale Bruzzone può tornare ai suoi sonni sul pavimento o sui divanetti del consiglio regionale; per quanti ci riguarda la normativa sulla salvaguardia e gestione della fauna selvatica deve essere rigorosamente rispettata anche in Liguria”.

Il mondo ambientalista continuerà a vigilare, “anche tramite i propri legali, contro eventuali nuove delibere gattopardesche”.

“Ancora una volta sono state riconosciute le motivazioni presentate dall’Avv. Granara – commenta l’ex consigliere provinciale Angelo Spanò – è veramente scandaloso, pur di accontentare la lobby dei cacciatori si erano riuniti anche di sabato. Mi chiedo: l’avrebbero fatto in caso di temi importanti?. E’ giunta l’ora che questa maggioranza prepari le valigie e tolga il disturbo”.

Spanò nel 2009, durante l’approvazione del Regolamento della Provincia di Genova per la caccia al cinghiale, avevo presentato un emendamento per vietare il foraggiamento nel territorio provinciale. Fu approvato, ma “fatte salve le azioni della gestione che prevedono la somministrazione artificiale di alimenti per l’attività di controllo, di monitoraggio nonché per azioni di carattere dissuasivo programmate dagli Ambiti Territoriali di Caccia in accordo con la Provincia”.

“Si possono cioè depositare nei boschi, con autorizzazione, quantitativi di granturco in chicchi – spiega Spanò – destinati appositamente ai cinghiali, con la scusa di tenerli lontani dai coltivi. Di conseguenza se il comune cittadino foraggia questi ungulati, è sanzionato, mentre il cacciatore è libero di agire. Questi foraggiamenti comportano una notevole diminuzione della selezione naturale, poiché se da una parte, causa la malattia del castagno (cinipide), non trovando più cibo in natura, sa a che santo può rivolgersi”.