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Caccia, gli ambientalisti liguri replicano ai politici: “Tutte affermazioni false, continueremo a vigilare”

Liguria. Le sezioni liguri di WWF, LAC e V.A.S. , promotrici del ricorso che ha portato il 15 ottobre alla sospensiva del calendario venatorio regionale della Liguria disposto con Decreto Cautelare del Consiglio di Stato n. 4023, replicano punto per punto alle dichiarazioni di molti consiglieri regionali e locali (prevalentemente PD e Lega Nord).

“Attaccando anche la magistratura, cercano di cavalcare demagogicamente il quadro provocato da una delibera consiliare scritta da incompetenti, e quindi franata ad una prima valutazione del giudice amministrativo: è falso che i cacciatori liguri siano 25.000: quest’anno sono scesi a meno di 18.000; è falso che i cacciatori paghino dai 600 ai 1000 euro di tasse l’anno: la tassa governativa è di 173, 16 euro, quella regionale di 90 euro; è falso che il calendario venatorio 2013/14 abbia passato il vaglio del TAR Liguria; il TAR di Genova, infatti, deve ancora esprimersi nel merito e semplicemente lo scorso 18 settembre non aveva accolto una richiesta di sospensiva di alcuni punti; è falso che in attesa di un nuovo provvedimento si perdano giornate di caccia al cinghiale utili a tutelare le aree agricole: le giornate di caccia al cinghiale, per legge regionale, possono essere recuperate anche a gennaio per raggiungere i contingenti prefissati, mentre le battute di controllo predisposte dalle province ormai si svolgono quasi tutto l’anno”, si legge in una nota.

“Il consigliere regionale Francesco Bruzzone, che finge, per opportunismo pre-elettorale, di dormire per protesta nell’aula di Via Fieschi, era il relatore del provvedimento sospeso e pertanto non può che prendersela con se stesso – spiegano – Il mondo ambientalista continuerà a vigilare, anche tramite i propri legali, contro eventuali nuove delibere gattopardesche, che tentino di cambiare qualche virgola eludendo il parere dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale ; criticità erano già state evidenziate riguardo ai periodi di caccia troppo lunghi per alcune specie in inverno (tordi , beccacce), e al numero eccessivo di giornate di caccia nei mesi di ottobre e novembre, in cui si concentra il passaggio autunnale dei migratori. La Regione Liguria è priva di un piano faunistico regionale aggiornato”.

“Purtroppo l’assessore regionale Briano quest’anno ha evitato un serio confronto che portasse ad un calendario venatorio redatto nel rigoroso rispetto della normativa statale vigente”, concludono gli ambientalisti.