Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Aziende partecipate: è muro contro muro. Doria ai sindacati: “E’ tempo della realtà: basta con i conti fuori controllo”

Genova. “C’é il tempo della realtà: non possiamo più lasciar andare fuori controllo i conti delle aziende partecipate dal Comune di Genova”. Lo ha detto il
sindaco Marco Doria ai rappresentanti regionali di Cgil, Cisl e Uil, Pia Scandolo, Luca Maestripieri e Marco Odone, nella commissione comunale per discutere la delibera di indirizzo che ipotizza la parziale privatizzazione di alcune aziende partecipate dal Comune come Amt, Aster, Amiu.

E’ stato un muro contro muro tra il sindaco Doria e i confederali. “Ci siamo confrontati e vogliamo confrontarci con voi”, afferma il primo cittadino. “E’ il Comune di Genova che ha rotto il tavolo di confronto”, replicano i sindacati. Sugli spalti di Palazzo Tursi un’ottantina di lavoratori delle partecipate. In silenzio.

I sindacati hanno presentato uno-due emendamenti alla delibera per ciascuna azienda con l’obiettivo di “allontanare il rischio di un ingresso dei privati”. “La fase di delibera di indirizzo dovrebbe avere un tempo certo di completamento – ha sottolineato Doria – poi c’è un altro tempo che è già in corso, quello del confronto tra dirigenza aziendale e rappresentanti dei lavoratori avviato a livello di ogni singola azienda”.

“Già adesso i conti di Amt sono in una situazione che viaggia verso nuove perdite – ha aggiunto il sindaco – che si accumulano in presenza di un capitale aziendale limitato, abbiamo da rispettare comunque dei tempi che ci sono dati dalla realtà delle cose”.

“Il Comune di Genova inspiegabilmente ha deciso di troncare il confronto che i sindacati responsabilmente avevano deciso di aprire – ha denunciato Maestripieri – Si sente in modo ricorrente che il costo che si vuole chiedere ai lavoratori è la cancellazione del secondo livello di contrattazione, quello dei contratti integrativi aziendali, una falsa scorciatoia, la ricetta peggiore”.