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Economia

Ansaldo, preoccupazione in Aula Rossa. Doria: “La crisi di governo rischia di minare il percorso”

Genova. “E’ importante sfilare in corteo, così come pronunciarsi con nettezza. In quest’aula mai parole di occasione, ma convinzioni profonde e radicate”. Così Marco Doria oggi, alla vigilia del vertice romano tra il ministro Zanonato e i sindacati, è tornato sulla cessione Ansaldo. “Una questione così rilevante” il cui potere di scelta “è nelle mani di altri soggetti e non del Comune che può far sentire la sua voce, fermo restando che la scelta resta in mano al management Finmeccanica e agli azionisti di riferimento, ovvero il governo”.

“I manager hanno lavorato su opzioni, la scelta dell’azionista ora è però necessaria e fondamentale – ha ribadito il sindaco- ma senza un avvallo operazioni così non si possono compiere”. Due i punti fermi, secondo Doria, primo: l’Italia deve conservare una sua base industriale. Secondo il peso dell’industria “si deve tradurre in ambiti diversi rispetto agli anni Sessanta, che puntino su qualità e tecnologia di livello medio alto”. Di qui la responsabilità del governo: “dia orientamento a Finmenccanica con una precisa idea di industria pubblica nel Paese. Finmeccanica dice ‘siamo troppo diversificati dobbiamo ridurre il perimetro’ non voglio contestare questa valutazione – ha sottolineato il sindaco -. trovo strategicamente sbagliato puntare su una presenza militare, non vogliamo un’arretramento nella produzione civile. Chiediamo che il governo pronunci una parola chiara”.

E nelle ultime settimane, anche grazie alle sollecitazioni genovesi, i ministri hanno parlato, “con accenti mai ascoltati primi sulla vicenda cessione -ha detto Doria – sulla necessità di verificare le possibilità di controllo su queste aziende. Ora servono decisioni finali in tempi rapidi e con i modi migliori” per operazioni “alte di politica industriale, che a Genova si traduce in posti di lavoro, creazione di ricchezza e interdipendenza molto forte tra l’attività industriale e l’attività di ricerca, una delle carte su cui l’Italia deve puntare nel futuro. Queste sono ragioni obiettive e non ottiche campanilistiche ma di interesse generale”, ha ribadito.

Purtroppo ”la crisi politica che si è aperta rischia di privare il percorso accidentato del futuro di Ansaldo Energia, Sts e Breda, di un soggetto fondamentale come un governo nella pienezza delle sue funzioni, mi auguro che non accada”, ha detto il sindaco in consiglio. ”Tanti gruppi industriali italiani nelle ultime settimane sono stati rilevati da gruppi stranieri – ha sottolineato – un oggettivo indebolimento del nostro sistema-Paese, l’azionista di Ansaldo non e’ privato,ma per ora e per fortuna è il governo della Repubblica”.