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Economia

Ansaldo Energia resta italiana, Finmeccanica: “Passaggio fondamentale del piano strategico”

Roma. “La cessione di Ansaldo Energia contribuisce al consolidamento patrimoniale di Finmeccanica e costituisce un passaggio fondamentale del piano strategico del Gruppo”, così ha commentato la società di Piazza Monte Grappa con una nota ad intesa raggiunta nella notte a Roma in cui il Cda ha deliberato la cessione della propria partecipazione.

La cessione prevede inoltre “il rafforzamento della governance, la ristrutturazione operativa e gestionale e il riassetto del portafoglio di attività”.

Finmeccanica “potrà così concentrare le proprie risorse nel settore dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, sviluppare tecnologie e prodotti – tanto civili quanto militari – che ne rappresentano l’attività caratteristica, creando valore per gli azionisti e contribuendo in tal modo alla crescita del
patrimonio tecnologico del sistema industriale italiano”.

Finmeccanica ed il Fondo Strategico Italiano (di Cdp) hanno siglato, nell’ambito dell’operazione di cessione di Ansaldo Energia, anche “un Memorandum di Intesa non vincolante che, a fronte della possibilità di aprire l’azionariato di Ansaldo Energia a operatori industriali, indica Doosan – con cui Finmeccanica ha intrattenuto approfonditi negoziati strategici e industriali – quale interlocutore prioritario”.

Nel medesimo memorandum “Finmeccanica e Fondo Strategico Italiano hanno concordato di valutare opportunità relative ad operazioni strategiche nell’ambito del comparto ferroviario, anche attraverso il coinvolgimento di importanti operatori internazionali”, lavoreranno quindi insieme anche sul futuro di
AnsaldoBreda e Ansaldo Sts.

La cessione di Ansaldo Energia a Cdp avviene ad un prezzo fisso “pari a 777 milioni” e una variabile “fino a 130 milioni che maturerà negli anni 2014, 2015 e 2016, subordinatamente al conseguimento da parte di Ansaldo Energia dei risultati economici del business plan già approvato”.

Nella valutazione di Ansaldo Energia va poi calcolato il debito che si accolla l’acquirente: sale quindi ad un valore tra 1,2 e 1,3 miliardi.