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Alluvione 2011, chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati: ex sindaco Vincenzi verso processo

Genova. Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi, l’ex assessore alla Protezione civile Francesco Scidone, i dirigenti comunali Gianfranco Delponte, Pierpaolo Cha e Sandro Gambelli e Roberto Gabutti, referente delle organizzazioni di protezione civile.

E’ quanto richiesto dal pm Luca Scorza Azzarà e dal procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione del 4 novembre 2011, il tragico evento che provocò sei vittime e il ferimento di due persone, travolte dall’onda di piena del rio Fereggiano, che poi presentarono querela.

L’avviso di conclusione indagini preliminari era stato inviato il 3 luglio scorso. I due procedimenti relativi all’inchiesta sull’alluvione, separati in un primo momento, erano stati riunificati: agli esponenti politici e ai tre funzionari comunali sono stati contestati i reati di falso e omicidio colposo, mentre a Gabutti, ritenuto in posizione più marginale dagli inquirenti, solo falso e calunnia.

A questi si deve poi aggiungere la calunnia in riferimento al volontario di protezione civile, Andrea Mangini, indicato come presente al momento dell’esondazione del Rio Fereggiano, posizione rivelata poi infondata. Mangini ha infatti smentito la versione degli indagati testimoniando di aver telefonato per segnalare lo stato di un torrente, ma non il Fereggiano e non all’ora indicata nei documenti del Comune, e di essere stato invece bloccato nel traffico con la sua squadra al momento della piena.

Ecco gli elementi sostanziali della contestazione, contenuti nella richiesta: “Pur nella consapevolezza dell’elevata criticità della situazione idraulica complessiva del rio Fereggiano, a causa dell’insufficiente sezione dei tratti tombinali e delle strettoie, e a fronte di una situazione metereologica estrema, con riferimento alle precipitazioni attese la mattina del 4 novembre in zona soggetta a esondazione, tanto che il prefetto di Genova aveva predisposto dalle 22 lo stato di allerta 2 […]“, gli indagati “omettevano di disporre la chiusura delle scuole, quantomeno nelle zone a rischio esondazione” così come “qualsiasi iniziativa per disciplinare o vietare il transito e il parcheggio dei veicoli e delle persone nelle aree soggette a esondazione”, provvedimenti che avrebbero evitato gli eventi luttuosi.

Ancora, scrive Scorza Azzarà nella richiesta: “Nella consapevolezza della gravissima situazione meteorologica in atto nella zona del Fereggiano a partire dalle 10, con precipitazioni intensissime che si protraevano”, si legge ancora nelle carte, gli indagati “omettevano di disporre che i responsabili degli istituti scolastici, perlomeno quelli in zona a rischio esondazione, vietassero l’uscita degli alunni fino al cessato allarme”. Omettevano inoltre “di assumere qualsiasi iniziativa finalizzata a tutelare la pubblica incolumità” e a “informare la popolazione circa l’imminente pericolo, pur avendo appreso dalla polizia municipale, fin dalle 11.56, la gravità della situazione in atto e l’imminente esondazione del Fereggiano che avrebbe consentito di evitare eventi luttuosi”.

Per quanto riguarda il reato di falso (art. 479 codice penale, che configura il falso ideologico commesso da pubblici ufficiali in atto pubblico), di cui sono accusati sempre Vincenzi, Scidone e Gabutti (concorso morale) e Cha, Gambelli e Del Ponte come esecutori materiali, i falsi sono sostanzialmente tre. Il primo è quello relativo alla predisposizione del falso bollettino di aggiornamento del monitoraggio dei corpi idrici relativi al rio Fereggiano, di sono accusati tutti gli indagati. Il secondo è la nota inviata alla Procura di Genova il 14 novembre di cui sono imputati solo Vincenzi e Gambelli, il terzo “per aver indetto in errore i componenti della commissione speciale per i recenti eventi alluvionali,” istituita con delibera del consiglio comunale successiva ai fatti. Anche in questo caso secondo la Procura i responsabili sarebbero Vincenzi e Gambelli.

Il 4 novembre 2011 travolte dal Fereggiano morirono quattro donne e due bambine: Shpresa Djala, e le sue figlie Gioia e Gianissa, Angela Chiaramonte, Evelina Pietranera e Serena Costa. I familiari delle vittime, oltre alle due persone rimaste ferite durante l’alluvione, si costituiranno parte civile.