Acqua e rifiuti, la giunta ligure approva: via alla legge sui nuovi modelli Ato

Regione. E’ stata approvata oggi dalla Giunta regionale, su proposta degli assessori all’ambiente e ai rapporti con i Comuni e le infrastrutture, Renata Briano e Raffaella Paita, la nuova legge istitutiva degli ATO, gli ambiti territoriali ottimali, sulla governance dei servizi pubblici locali per quanto riguarda acqua e rifiuti.

La legge che deve essere approvata dal consiglio regionale entro il 31 dicembre stabilisce le competenze per la gestione dei rifiuti e dei servizi idrici. Sono due i modelli di riferimento: per quanto riguarda i servizi idrici vengono individuati 4 ambiti territoriali ottimali corrispondenti al territorio delle 4 province. Ogni ente d’ambito sarà costituito da un’assemblea con una rappresentanza dei Comuni e da un comitato d’ambito, nominato dall’assemblea che dovrà prevedere tutti gli interventi da realizzare sul fronte della depurazione delle acque e degli impianti sulla base del rispetto del piano regionale di tutela delle acque e del principio che l’acqua è un bene comune da preservare, che le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e che l’uso dell’acqua deve avvenire nel rispetto dell’ambiente.

“Obiettivo finale e principio fondante di ogni intervento – spiegano gli assessori Briano e Paita – oltre all’acqua pubblica vi è anche quello della riduzione dei consumi e del risparmio idrico”. Rispetto a prima, il nuovo modello di ATO avrà personalità giuridica e potrà quindi bandire gare e predisporre contratti, avere un suo bilancio e una possibilità operativa maggiore. E soprattutto valorizzare al meglio la collaborazione tra i Comuni.

Il compito di occuparsi dei rifiuti è invece affidato ad un unico ATO regionale con un’autorità d’ambito composta da Regione e da rappresentanti dei Comuni, competente in merito alla scelte riguardanti tutto il territorio regionale e forme di aggregazione fra gli enti locali riuniti per aree omogenee.

“Attraverso questa legge – spiegano Briano e Paita – sarà possibile una regia più forte da parte della Regione, sia nella gestione dei rifiuti che in quella dei servizi idrici e un maggior controllo sugli enti gestori, insieme ad una forte partecipazione dal basso, sia delle parti sociali che di tutti gli altri soggetti di riferimento”.

La nuova legge sull’ATO unico regionale dovrà andare di pari passo con il piano dei rifiuti, in fase di definizione che avrà il compito di decidere le strategie, frutto di politiche di partecipazione che verranno poi attuate dall’ambito territoriale ottimale di concerto con i Comuni.

“L’obiettivo – concludono Briano e Paita – sarà quello di favorire le aree omogenee che dovranno attuare le indicazioni dell’Ato unico regionale, per passare così da una forte frammentazione ad una gestione dei rifiuti aggregata sul territorio. Le decisioni saranno assunte tenendo conto dei reali pesi territoriali”. La nuova legge sugli ambiti territoriali ottimali passerà ora all’esame della commissione e quindi al vaglio dell’assemblea regionale.