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Cronaca

Volo in ritardo, ministro Lorenzin non incontra i precari della ricerca. I sindacati: “Penalizzati atipici che lavorano già”

Genova. Nulla di fatto, colpa del volo in ritardo. L’aereo del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin non rispetta i tempi: salta così l’incontro con i precari della ricerca genovese. Un piccolo esercito, tra i 150 ed i 200, ma il numero non rende bene l’idea della loro importanza. Basti pensare a dove lavorano: soprattutto Gaslini e Ist-San Martino.

Alla riunione, di fronte a rappresentanti sindacali e all’assessore alla Sanità della Regione Liguria Claudio Montaldo, c’è invece Francesco Bevere, direttore generale della programmazione sanitaria. Non è la stessa cosa, naturalmente, e i rappresentanti dei lavoratori non nascondono la propria delusione.

“Ci hanno detto – spiega Fabio Allegretti, Nidil Cgil – che c’è stato un problema con l’aereo, che il ministro Lorenzin è arrivato in ritardo, ma che c’è comunque disponibilità a discutere dei problemi”. Su tutti, quello che preoccupa maggiormente, in questo momento, è il decreto sulla Sanità annunciato nei giorni scorsi. Sembra un paradosso, soprattutto perché il testo dovrebbe contenere norme per combattere il precariato nel settore. Invece è così: secondo i sindacati le nuove norme rischiano di danneggiare i precari “storici”.

“Speriamo – continua Allegretti – che il decreto, che deve ancora avere copertura finanziaria, sia modificato, perché allo stato attuale esclude i precari: né gli interinali né i collaboratori me trarranno benefici”. A Genova, appunto, parliamo, nel settore della ricerca, di 150-200 persone. “Auspichiamo che rientrino. Ci hanno garantito che rientreranno nel decreto, staremo a vedere”. Il pericolo insomma, secondo i sindacati, è un po’ quello del Gaslini. “All’interno della struttura si sono posti vincoli per i precari, ma stiamo attenti a non escludere i lavoratori atipici che già vi lavorano”.

Sul problema precari in arrivo anche una lettera indirizzata al ministro da parte di Montaldo. “L’assessore conosce il problema – conclude Allegretti -. Il documento non lo abbiamo ancora visto, non sappiamo se potremo condividerlo”.