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Cronaca

Valbisagno, no al taglio linee. Dagnino: “Amt deve riequilibrarsi, sempre più integrazione bus-metro”

amt

Genova. Quasi mille firme in pochi giorni per ottenere un’assemblea pubblica con l’assessore Dagnino e scongiurare così l’ennesimo taglio bus in Valbisagno, raccolte a inizio mese dalla minoranza in Municipio Bassa Valbisagno. L’assemblea, che doveva svolgersi prima del ritorno all’orario invernale fissato per lunedì prossimo, si terrà invece proprio l’incriminato 16 settembre.

Nel frattempo il taglio linee è tornato alla ribalta oggi in Aula rossa, al centro di una vivace discussione tra il consigliere Pd, Claudio Villa, a cui si è aggiunto il collega Fds Antonio Bruno e l’assessore ai trasporti Anna Maria Dagnino. Nel mirino il cambio del percorso delle linee 12,13, 14, che termineranno il loro percorso a Brignole e non più a Caricamento.

“In questo modo i cittadini non potranno più raggiungere presidi pubblici, come il Galliera o piazzale Ortiz – ha sottolineato Villa – saranno invece costretti a scendere dal bus e prendere la metro, perdendo però le tappe intermedie per cui è stato predisposta una linea circolare”. In totale 3 autobus al posto di uno. “E’ l’ennesimo taglio che la la Valbisagno non può consentire – ha aggiunto il consigliere – ha già pagato parecchio, è l’unica parte non servita da trasporto su rotaia, metro o treno leggero.

“Quando si fanno i provvedimenti si dovrebbe tenere conto della storia di un territorio. La Valbisagno ha subito tagli orizzontali e verticali in particolare sulle alture, dove vive la maggior parte delle persone, da lunedì costretta a prendere tre autobus per raggiungere determinati servizi. E speriamo che il biglietto lo consenta”.

Senza considerare che la frequenza della metro è di una ogni otto minuti nelle ore di punta, ha fatto notare il consigliere Bruno (FdS) che ha aggiunto: “Sono d’accordo con il presidente di Municipio, Gianelli. Ci auguriamo si tratti di una sperimentazione, e in caso non coincida poi con l’esigenze della popolazione, si dovrà tornare indietro”.

La linea dell’amministrazione è però altrettanto netta: si tratta di scelte programmate da molti mesi, all’interno del piano di riequilibrio di Amt. “Un’azione del genere era già nei programmi quando l’amministrazione ha deciso di concludere la metro a Brignole – ha risposto Dagnino -un così grande investimento economico non poteva lasciare la condizione in superficie così come era”. Il punto poi, per Tursi, è un altro: si deve andare sempre più verso una maggiore integrazione tra ferro e gomma, tanto più resa obbligatoria dalla situazione economica dell’azienda dei trasporti che vive un pericoloso e costante equilibrio instabile.

“Abbiamo poche leve, si deve agire poco ma su tutte – ha poi detto l’assessore – del resto l’integrazione dei vettori la sollecita anche la legge di stabilità 2012 che dà indicazioni forti alle regioni: se non operano avranno meno contributi dal fondo nazionale”.

L’assessore ha poi messo sul piatto i dati: “abbiamo scelto in base al rapporto domanda e offerta e al calcolo dei carichi, 80% della popolazione scende a Brignole. Inoltre abbiamo coperto l’ospedale Galliera con la linea 11. Vorrei che i consiglieri prestassero attenzione al contesto economico. Ricordiamoci tutti che determinate scelte mancate hanno portato la vicina Atp a una situazione quasi irreversibile. Per Amt dobbiamo agire con tutti gli strumenti ed evitare così la stessa fine”.