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Cronaca

Tribunale di Chiavari: trasloco in atto, dal Pdl proposta di referendum abrogativo. Domani incontro a Roma

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Chiavari. “Oggi il primo segno tangibile del disastro della riforma della geografia giudiziaria: se ne vanno 1300 fascicoli di volontaria giurisdizione. Peccato che dentro ad ognuno di quei fascicoli ci sia un anziano, un disabile, una persona che da sola non ce la fa.. Da domani non solo dovrà andare in un tribunale ben più distante, ma soprattutto in un tribunale in cui i tempi di risposta sono decuplicati e tutto è più difficile”. Così Gabriele Trossarello, presidente del Comitato Salva il tuo tribunale sulla pagina Facebook, a pochi giorni di distanza dalla soluzione tampone, il decreto ministeriale che nell’ambito della riforma della giustizia permette a Chiavari di tenere aperto il suo tribunale ma solo per le cause civili pendenti, mentre per il penale il trasloco a Genova è già in atto.

“Grazie a tutti quelli che, a vario titolo, hanno contribuito a gettare al vento 14 milioni di euro ed a penalizzare da subito i più svantaggiati. Ma lo facciamo per l’Europa – scrive ancora Trossarello e scandisce – R i d i c o l i”.

Domani è previsto anche l’incontro dei parlamentari liguri con il ministro della Giustizia, AnnaMaria Cancellieri, e ancora prima con i membri del Comitato, infuriati per la soluzione all’italiana prospettata per Chiavari e da cui si sentono “presi in giro”. Non finisce qui. Il Gruppo Regionale del Pdl, primo firmatario il Capogruppo Marco Melgrati, fa sapere di aver presentato la proposta di delibera per l’indizione del referendum abrogativo del provvedimento legislativo approvato dal Governo che stabilisce la chiusura di alcuni tribunali e sedi distaccate. Il provvedimento sembra che vada in consiglio questo giovedì.

Inoltre anche i sindacati hanno fatto sentire la propria voce. “La riforma della geografia giudiziaria rischia di gettare la Giustizia nel caos organizzativo dal prossimo 14 settembre”, fanno sapere con una nota unitaria Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa. Dopo la preoccupazione, la mobilitazione: “Per fare una riforma vera non basta chiudere o riaprire temporaneamente tribunali, non bastano deroghe o provvedimenti improvvisati come quelli che bloccano addirittura la mobilità volontaria distrettuale. Serve un disegno organico che tenga insieme modernizzazione del sistema e valorizzazione delle professionalità del personale giudiziario, già fortemente penalizzato dall’esercizio delle proprie funzioni in condizioni disagiate ed in assenza della corresponsione degli emolumenti dovuti (FUA, buoni pasto, straordinari)”, scrivono.

“Al tavolo del ministro abbiamo portato proposte concrete” sottolineano ancora Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa. Le tre federazioni annunciano “iniziative di protesta già dai prossimi giorni”: si inizierà con volantinaggi davanti alle Prefetture, ai Tribunali dei capoluoghi di provincia ed alle sezioni distaccate per informare cittadini e lavoratori. Le iniziative saranno accompagnate da conferenze stampa indette a livello locale. Manifestazioni regionali in contemporanea davanti alle Corti di Appello e alla sede del Ministero della Giustizia sono previste poi per la giornata del 20 settembre.

“Domani scenderemo per l’ennesima volta a Roma – scrive ancora Trossarello – per capire se il lumicino acceso su 8 tribunali (che di fatto non serve a nulla), possa essere inteso come un’indicazione “politica” su cui lavorare nei prossimi mesi o sia il frutto finale della nostra classe politica dirigente.
In base a quello ci muoveremo e decideremo il da farsi”.