Terzo Valico, vivere dentro un cantiere: tra ruspe e alberi abbattuti, la paura più grande sono le frane - Genova 24
Cronaca

Terzo Valico, vivere dentro un cantiere: tra ruspe e alberi abbattuti, la paura più grande sono le frane

Trasta. Ci vuole tempo pazienza e molta attenzione, da qualche settimana, per risalire in Via inferiore rocca dei Corvi e raggiungere le alture di Trasta. Qui gli operai delle ditte appaltatrici del Cociv, general contractor per il Terzo Valico dei Giovi, stanno abbattendo gli alberi che finiscono in strada e può succedere, oltre trovarsi qualche tronco sull’auto, che la via resti bloccata anche per decine di minuti.

La strada è stata acquistata dal Cociv ma con diritto di passaggio per i residenti, ed è meglio non domandarsi cosa accadrebbe se qualcuno avesse bisogno di chiamare un’ambulanza. “Ci avrebbe fatto piacere essere avvertiti – commenta Cinzia a Genova24.it – è pericoloso per chi va in macchina e per chi va in moto. Inoltre il continuo passaggio di camion e ruspe sta distruggendo questa strada che, di cemento ma non asfaltata, non era il massimo neppure prima”.

La casa di Cinzia e Alessio, una bellissima villetta unifamiliare con piscina immersa nel verde, non è stata espropriata, ma è oggi completamente circondata dal cantiere. “Abito in quello che, fino a due settimane fa, era un bel posto – continua Cinzia – ora è una bella casa circondata da cantieri”. Proprio di fronte, a pochi metri, i lavori per il terzo valico appena iniziati: il rumore inizia alle 7 del mattino compreso il sabato. Sono le ruspe, il taglio alberi e soprattutto, incessante, il trituratore. La polvere c’è, ma sicuramente aumenterà nella fase successiva.

“Ora ci rendiamo conto di cosa significhi vivere dentro un cantiere pur avendo solo un piccolo pezzo di terreno espropriato. Cominciano a verificarsi incidenti – spiega ancora Cinzia – oggi per esempio mentre tagliavano gli alberi hanno abbattuto un lampione della luce, poi hanno sradicato un tubo lasciandoci senz’acqua per qualche ora”. Ma è un altro spettro ad agitare gli abitanti di Trasta. “La nostra paura è che, smuovendo due colline intere, senza più alberi, sarà peggio della volta precedente”. Nella scorsa alluvione, infatti la strada era franata completamente e il fiume di fango aveva trascinato giù tutto. “Ora quando pioverà ci sarà davvero da temere”.

Poco più in alto c’è una grande casa rosa, dove abitano Daniela, Valerio e Valentina, che subiscono ogni giorno gli stessi disagi.

“Abbiamo paura delle frane, questo è un territorio di per sé franabile, ma ora senza piante la preoccupazione aumenta – conferma Massimiliano Ballone, movimento No Tav Terzo Valico – Ammiriamo lo sfacelo a Trasta, tristi e perplessi: non sappiamo di che morte morire”. I simboli sono un albero centenario e un gatto. “Pinin”, un pino secolare adottato dagli abitanti di Trasta, che “ha resistito alle guerre, ma non resisterà a Cociv – sottolinea Massimiliano – e che noi, però, cercheremo di salvare a tutti i costi”. Poi “Valico III”, un gatto che viveva in uno dei ruderi rasati, acquisito da una delle donne di Trasta che poi l’ha preso nel suo orto.

Anche dall’altro lato della collina, in Via Ca’ dei Trenta, lo scenario non cambia: disboscamento e colline sbancate, case espropriate e altre che restano su, almeno per ora, mentre sotto le fondamenta passerà la galleria del Terzo Valico.

Katia Bonchi
Tamara Turatti
“Stanno disboscando – spiega Andrea, un abitante di Trasta – anche a insaputa dei proprietari, e quando cominceranno le piogge verrà giù tutto. Mentre per le case non espropriate ma con i lavori a 30 metri, e la galleria sotto, arriveranno le crepe come già successo nella casa di sotto”.