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Cronaca

Siria, veglia di preghiera a San Lorenzo. Il “no alla guerra”, da Don Farinella a Marco Doria

san lorenzo

Genova. “Mi unisco, come cittadino e come sindaco, agli appelli che da tante parti si levano per scongiurare un’ulteriore drammatica escalation di guerra in Siria e in Medio Oriente”. Il forte richiamo ‘Mai più la guerra’ con cui Papa Francesco ha invitato credenti e non credenti alla testimonianza per la pace è motivo di riflessione per tutti, anche per il sindaco Marco Doria che a distanza di pochi giorni ritorna sull’argomento.

“Il ricorso alle armi chimiche e l’orrenda strage ad opera del regime di Assad documentano la crudeltà della dittatura e della guerra civile in corso – spiega il sindaco in una nota – Già un anno fa il Comune di Genova accolse in una iniziativa pubblica la allarmata denuncia di padre Paolo Dall’Oglio, che ci auguriamo di poter ritrovare presto libero”.

“La lunga serie di interventi militari degli ultimi decenni ha tuttavia dimostrato tragicamente che i missili e le bombe non sono il mezzo né giusto né efficace per fermare massacri, guerre civili, dittature, fanatismi e costruire libertà e democrazia per i popoli assoggettati”, sottolinea Doria che aggiunge: “La guerra non è mai “intelligente” abbastanza per non uccidere e le bombe innescano tragiche
catene di morte. Questa è la convinzione profonda che spinse i costituenti a scrivere nella Carta fondamentale della Repubblica il ripudio della guerra quale mezzo per risolvere le controversie internazionali”. A questo si aggiunge la “mancanza di una legittimazione dell’intervento da parte dell’Onu. Le decisioni unilaterali di alcuni paesi contribuiscono a minare la credibilità di questa istituzione il cui ruolo andrebbe invece rafforzato e non può essere surrogato da
alleanze militari. L’Europa rischia, anche in questo caso, di rinunciare ad una politica estera comune orientata alla pace nel Medio Oriente e nel Mediterraneo”.

“La Comunità internazionale deve agire sul terreno dell’aiuto umanitario vero, della diplomazia e dell’azione politica per far cessare la guerra civile in Siria e aprire la strada a negoziati”, conclude Doria.

Anche don Farinella è intervenuto nuovamente sul tema. Dopo aver ribattezzato l’adesione di certi politici al digiuno proclamato di Papa Francesco “il coffe break dalle larghe intese”, oggi ha postato su Facebook una riflessione approfondita sulla sua posizione e ha daro appuntamento alle 17,30 nella sua chiesa di San Torpete. “Ci sarà un concerto che dedicheremo al desiderio di Pace e di Giustizia; al termine chi vorrà potrà andare in cattedrale; io parteciperò in silenzio ‘all’urlo di Pace che sale dalla terra’ come ha chiesto papa Francesco e domenica 8 settembre alle ore 10 celebreremo l’Eucaristia perché possiamo sempre e comunque essere uomini e donne coerenti, aspiranti alla beatitudine che ci convoca ad essere oggi, ieri e domani ‘Poeti della pace'”.

In Cattedrale alle 19 ci sarà la veglia di preghiera contro la guerra in Siria e per la pace. Alle 19 rosario in piazza san Lorenzo. Alla 20.30 messa con il cardinale Bagnasco. Raccolta di denaro, equivalente a una cena, destinato alla Caritas per i profughi siriani.

Lunedì 9 settembre 2013 alle ore 17 davanti alla Prefettura di Genova, Arci, ACLI,CGIL, Libera, Comunitá san Benedetto al Porto, Emergency, Usciamo da Silenzio dal silenzio, Lega Ambiente, Associazione Senza Paura, Spa – Politiche di Donne! SEL, comitato Rachel Corrie, Centro Documentazione Pace hanno organizzato un presidio per la pace.