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Save the choice allo sprint finale: la petizione contro la direttiva sul tabacco torna a Genova

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Genova. Torna a Genova, dopo la tappa di luglio, la petizione nazionale contro la direttiva europea sul tabacco promossa dal comitato Save the Choice, attivo nella difesa delle libertà personali. Al via da lunedì 2, nelle zone del centro e non soltanto, fino al 10 settembre, la raccolta firme-via tablet, con invio immediato agli euro parlamentari, per dire no al provvedimento, votato mercoledì 10 luglio dalla Commissione europea ENVI (Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare) che prevedrà la vendita obbligatoria di pacchetti coperti per il 75% da immagini terrificanti, il divieto di utilizzo di copri pacchetti, il bando delle sigarette slim, al mentolo e nei formati elettronici e forti restrizioni alle e-cig. Save the Choice che ha finora totalizzato oltre 11mila adesioni, tra web e cartaceo, scalda così i motori in vista del voto del testo europeo, in sessione plenaria, previsto i prossimi 9 e 10 settembre.

La petizione è stata sostenuta da noti personaggi del panorama economico e sociale, dal politologo Edward Luttwak al presidente di Assoelettrica Chicco Testa, passando per il giornalista Filippo Facci e il parlamentare del Pdl Antonio Martino. Da una recente ricerca, realizzata da Save the Choice, in collaborazione con la società specializzata Populus, emerge che il 75% degli Italiani giudica negativamente la direttiva europea sui prodotti del tabacco e il 46% esprime un parere sfavorevole sull’operato dell’Unione Europea, sostenendo (59%) che iper-regolamentazione e burocrazia siano responsabili di danni all’economia del nostro Paese. Il “XVI rapporto sulla filiera del tabacco in Italia” appena pubblicato da Nomisma attesta i danni che potrebbero derivare, in seguito all’introduzione della regolamentazione europea, a un settore che impiega in Italia 190mila addetti e che nel 2012 ha assistito a una contrazione delle superfici coltivate di un terzo rispetto al 2011 e a una diminuzione dell’8% delle vendite di sigarette. Cali determinati dall’incremento dell’Iva, dall’impiego di prodotti più convenienti (come i trinciati per sigarette Ryo, cresciuti del 42%) e dal dilagare del commercio illecito di prodotti da fumo, arrivato a pesare nel 2012 quasi il 10% sul mercato legale.

“La via migliore per ridurre il numero di fumatori non passa dai divieti o dalle immagini scioccanti, ma da una corretta prevenzione per favorire stili di vita più salutari e comunque da una scelta consapevole- ha commentato la portavoce del comitato Save the Choice, Annalisa Chirico- riportiamo al centro le persone nell’Anno Europeo dei Cittadini e fermiamo una direttiva che darà beneficio solo alla criminalità organizzata: quel mercato illegale del tabacco che grazie al contrabbando e alla contraffazione, nel primo trimestre del 2013, ha raggiunto una quota di oltre il 9%”.

Secondo Save the Choice- che nel frattempo ha lanciato sui social “Divietik”, la campagna che ironizza contro assurdi divieti e censure- sono almeno cinque i motivi validi per avversare il provvedimento europeo: 1) limita la scelta di cosa consumare, dimenticando la salute; 2) toglie la possibilità di passare dalle sigarette a prodotti alternativi; 3) darà linfa alla malavita e alla contraffazione; 4) predilige la paura a danno della corretta informazione; 5) cosa verrà proibito la prossima volta?
“Oggi tocca al tabacco, domani a quali prodotti?” è il claim che Save the Choice ha scelto per la sua petizione nazionale che, lontana dall’essere un’apologia del fumo, non è nient’altro che un’energica presa di posizione a favore dell’individuo e della libertà d’impresa e di consumo.

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