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Quote rosa, l’Italia resta ancora indietro: ma Cna Liguria ha 3 presidenti donne su 4

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Genova. L’Italia è molto indietro in materia di quote rosa nonostante la legge del 2011 richieda, pena lo scioglimento, che entro il 2013 tutti i Cda e le Spa quotate, abbiamo almeno un quinto di rappresentanti donne e entro il 2015 un terzo. Per adeguarsi alla legge nella scadenza 2013 mancano, per quanto riguarda il settore privato 469 consigliere, per la scadenza 2015, 351, in tutto oltre 1.000 consigliere alle quali si sommeranno, entro breve le circa 9.000 donne impegnate nelle 7.000 società partecipate dallo Stato e dagli Enti Pubblici.

Il macroscopico dato è emerso a Genova, in un incontro al Cna dal sapore opposto: il Cna ligure infatti ha ben 3 presidenti provinciali donne (La Spezia, Savona, Imperia) su 4 più un vice-presidente vicario (Genova). Un record nazionale festeggiato oggi nel capoluogo ligure, presente la presidente nazionale di Cna-Impresa Donna, Paola Sansoni.

“Da anni lavoriamo per promuovere il talento femminile – ha detto Sansoni – ingrediente indispensabile in un mondo imprenditoriale e sociale in profondo cambiamento. Ci teniamo inoltre a sottolineare che tutti i vertici femminili espressi nel nostro Cna non sono espressione della legge sulle quote rosa, ma si tratta di dirigenti nominati per le loro competenze e per questo scelte anche dagli uomini”.

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