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Cronaca

Paura in via Chiaravagna, scoppia tubo nel cantiere del nodo ferroviario: operai gravi, ma stabili

Sestri Ponente. Grossa esplosione in un cantiere, di via Chiaravagna, a Sestri Ponente, dove è scoppiato un tubo di 15 centimetri di diametro, con una pressione di circa 12 atmosfere. L’esplosione è avvenuta in una galleria all’interno di un cantiere di adeguamento del nodo ferroviario di Genova.

Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco e i medici del 118, che hanno soccorso i feriti, due operai che stavano lavorando nel cantiere. Uno è stato trasportato in codice rosso al Villa Scassi con un trauma oculare e l’altro, sempre in codice rosso, è stato trasportato al Galliera con un trauma cranico facciale. Ora sono in corso le verifiche del caso per capire la precisa dinamica del grave incidente.

“Dobbiamo eseguire lo scavo di una galleria che metterà in collegamento quest’area di Borzoli con quella di Fegino e sarà poi propedeutica all’esecuzione del Terzo Valico, anche se sono lavori completamente distinti e qui parliamo del nodo ferroviario di Genova”, a parlare è Giannino Giannini, responsabile del servizio prevenzione della società Fer.gen, che esegue i lavori per conto di Italfer-Rfi, visibilmente scosso per quanto accaduto.

Ancora devono essere ricostruite con precisione le dinamiche di quanto accaduto, “ma pare che durante le operazioni di manutenzione di prolungamento di una linea ad aria compressa sia stato tolto un tappo di chiusura della tubazione – precisa Giannini – Ma tutto deve essere ancora verificato”.

Secondo quanto riferito dai soccorritori, le condizioni dei due operati sarebbero stabili. “Non sembrerebbero in pericolo di vita, anche perché per fortuna abbiamo in piedi un sistema di emergenza molto valido, che ci consente di comunicare rapidamente con i soccorritori, che sono intervenuti subito stabilizzando gli infortunati – spiega il responsabile prevenzione – sono intervenute anche la Asl e la polizia per i rilievi del caso”.

Ora una parte dell’area è sotto sequestro. “Come avviene normalmente nei casi in cui ci sono feriti – precisa – prima di tutto ci interessa seguire lo stato di salute dei due lavoratori e poi aspetteremo anche l’esito delle indagini”.

Probabilmente, quindi, ci sarebbe un errore umano alla base di quanto accaduto. “Nel 90% dei casi succede così, forse anche un errore di comunicazione, un fraintendimento sullo stato della tubazione, che invece di essere vuota era piena”, conclude Giannini, che come tutti gli altri lavoratori del cantiere resta in attesa di notizie sulla salute dei suoi colleghi.