Marassi, detenuto si taglia viso e braccia con lametta. Sappe: "Con chiusura opg situazione esplosiva" - Genova 24
Cronaca

Marassi, detenuto si taglia viso e braccia con lametta. Sappe: “Con chiusura opg situazione esplosiva”

 carcere marassi

Genova. Si è lesionato il viso, il mento e le braccia con una lametta, procurandosi una copiosa perdita di sangue, per essere ricoverato in un reparto di psichiatrica di un ospedale esterno. E’ accaduto sabato notte nel carcere di Marassi, protagonista un detenuto italiano.

“Ancora un evento critico che poteva avere gravi conseguenze se non fosse stato per il tempestivo intervento del medico e dei poliziotti penitenziari” dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.

“Dopo circa 45 minuti di sanguinamento il detenuto, sentendosi svenire, ha accettato i soccorsi ed è stato allertato il 118 che lo ha accompagnato all’Ospedale”. Dopo le medicazioni di rito ha fatto rientro in carcere.

“Siamo sempre in attesa dei provvedimenti che il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri aveva promesso di assumere per il carcere di Marassi nella sua visita di inizio settembre – sottolinea Martinelli – ma fino ad ora non abbiamo visto nulla”.

Il segretario del Sappe sottolinea inoltre i problemi operativi che determinano le persone detenute con instabilità psichica. “E’ evidente che con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari si acuirà il problema del sovraffollamento in carcere, già ora a livelli record con 150 detenuti per 100 posti, contro i 107 del resto d’Europa. Quando chiuderanno tra un anno, una parte dei loro detenuti tornerà in carcere. La situazione potrebbe diventare esplosiva”.

Nell’ultimo congresso dei Giovani Psichiatrici è emerso che su quasi 65mila detenuti, sono ventimila (secondo calcoli per difetto) i casi annui di patologie quali psicosi, depressione, disturbi bipolari e di ansia severi sono la norma nel 40% dei casi, a cui vanno aggiunti i disturbi di personalità borderline e antisociale.

“Se la già critica situazione penitenziaria non si aggrava ulteriormente è grazie alle donne e agli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria, che sabato notte a Marassi sono intervenuti tempestivamente con il medico di turno per impedire che un attimo di follia potesse trasformarsi in una tragedia – conclude Martinelli – Poliziotti, è bene ricordarlo, i cui organici sono carenti di circa 7mila unità, 140 in meno solo a Marassi”.