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Maltrattamenti al Delfinario, sequestrati 4 delfini a Rimini: arriveranno all’Acquario di Genova foto

Genova. Questa mattina sono iniziate le operazioni di trasferimento dei 4 delfini da Rimini a Genova, cui il decreto penale di sequestro preventivo firmato dal gip del Tribunale di Rimini è stato notificato nel pomeriggio di ieri.

Personale del servizio Cites di Roma, medici veterinari con i colleghi del Corpo Forestale di Rimini stanno eseguendo il delicato trasferimento degli animali, una madre con i suoi tre figli, che andranno tutti all’acquario di Genova. Le operazioni saranno particolarmente lunghe e l’arrivo a Genova e’ previsto in nottata. I quattro delfini, come confermano gli esperti del Cites, ad una prima valutazione medica appaiono perfettamente in grado di sopportare il trasferimento. Le funzioni generali non sono cioè compromesse.

Nel trasferimento i delfini (quattro esemplari della specie ‘Tursiops truncatus’, meglio conosciuta come ‘delfino dal naso a bottiglia’) verranno caricati singolarmente su barelle che poi saranno sistemate in casse singole. Successivamente, con l’ausilio di una gru, issati e sistemati nei mezzi di trasporto. Solo se necessario (ma non pare questo il caso) i delfini potrebbero essere sedati per evitare ulteriore stress all’animale.

Una volta giunti a Genova, dove personale specializzato tenterà di recuperare gli esemplari ad una perfetta forma fisica, i delfini saranno messi in vasche curative di quarantena.

L’ipotesi di reato è maltrattamento. L’indagine era partita con l’ispezione interministeriale dello scorso 31 luglio presso il Delfinario. Una task force, formata da personale medico veterinario ed esperti del Cites di Roma, aveva ispezionato la struttura riminese per verificare la corretta applicazione delle norme sui giardini zoologici. Era emersa la completa inadeguatezza della struttura riminese.

Tra le inadeguatezze della struttura riminese messe in luce dall’ispezione (che per le diverse irregolarità amministrative, aveva portato a sanzioni per circa 18.000 euro) c’era la presenza di una sola vasca, quando ce ne vorrebbero almeno due, e comunque troppo piccola per garantire un ambiente adeguato ai
delfini. A tutto ciò si era aggiunta la malattia dell’esemplare più piccolo, Lapo. Il delfino si era ammalato per causa naturali, ma le condizioni strutturali, i limiti della vasca, con conseguenze medico veterinarie sugli esemplari avevano quindi prodotto la notizia di reato, maltrattamento su animali,
con la conseguente denuncia alla Procura di Rimini.

Si tratta, ha spiegato il Corpo Forestale, del primo sequestro di delfini in Europa per questo reato.