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Politica

Legge “chiudi tribunali”: in Liguria procede l’iter per il referendum abrogativo

melgrati

Liguria. Procede in Regione Liguria l’iter relativo alla proposta di referendum abrogativo del provvedimento del Governo di riordino degli Uffici Giudiziari che prevede la chiusura di numerose sedi di Tribunali minori e sedi distaccate sparse per tutto il territorio nazionale.

“La legge stabilisce la chiusura di alcune sedi anche in Liguria – ricorda Melgrati promotore dell’iniziativa consiliare – stiamo parlando dei Tribunali di Chiavari e Sanremo e le sedi distaccate di Sarzana, Albenga e Ventimiglia.

Il Capogruppo del Pdl spiega: “ questa mattina sono stati sospesi i lavori del Consiglio regionale per riunire la Conferenza dei Capigruppo che ha preso atto della richiesta urgente di inserimento all’ordine dei lavori dell’Assemblea legislativa la proposta di referendum abrogativo della legge “chiudi tribunali”. In funzione della necessità che entro la fine del mese questa proposta debba venire accolta dal Consiglio regionale è stato deciso di anticipare la seduta prevista per martedì 17 settembre a lunedì 16 settembre con l’inserimento all’ordine dei lavori la nuova composizione delle Commissioni regionali, procedura indispensabile a seguito delle dimissioni di Stefano Quaini, per consentire poi alla I Commissione Affari Istituzionali di potersi riunire celermente per procedere al passaggio obbligatorio della proposta di deliberazione presentata in questi giorni”.

“La Conferenza dei Capigruppo– aggiunge ancora Melgrati – ha anche deciso di portare il provvedimento sul referendum abrogativo nella seduta del Consiglio regionale del 24 settembre per consentire l’eventuale approvazione nei termini di scadenza previsti per il 30 settembre. L’auspicio è che, dopo l’Abruzzo e la Basilicata, anche la Regione Liguria aderisca al referendum abrogativo. Sarebbe un segnale importante tanto più che vi sono altre Regioni che stanno lavorando in questa direzione. Bastano 5 consigli regionali che promuovano questa richiesta, siamo a metà dell’opera e potremmo farcela a dare un messaggio importante e concreto che arriva direttamente dai territori”.

“Voglio ricordare che stiamo parlando di un provvedimento che non porterebbe alcun vantaggio in termini economici ma solo disagi e disservizi per i cittadini e tutto il comparto di riferimento”, conclude Marco Melgrati.