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La città si ferma, alla terza giornata è già derby

derby 2013 bandiere

Genova. Quante storie racconta il derby? Basta fare un giro per i bar e per le strade della città e non si smette mai di scoprirne nuove. Per chi entra nel comune di Genova da ponente, insomma da Arenzano, capisce che questa città pulsa della rivalità calcistica immediatamente: sotto Crevari, prima di Voltri, su due case che si affacciano sul mare le due bandiere: una blucerchiata e una rossoblù. Non importa, poi, che i proprietari degli edifici siano olandesi.

Terza giornata. Già derby. I media nazionali accendono i riflettori sul calcio genovese, sempre in ombra, anche in virtù dei risultati non eccellenti delle due compagini genovesi.

Ha piovuto, per gran parte della giornata, oggi. Tanto che qualcuno temeva quasi un rinvio. Si gioca. Eccome.

Si gioca per i tre punti? Forse. Genoa e Sampdoria non decollano, entrambe hanno dovuto affrontare due partite difficili. Le altre però aspettano. Aspettano e tolgono un po’ di pressione. Solo una squadra a punteggio pieno (il Napoli), due squadre a zero punti dopo tre partite (Catania e Sassuolo). Presto per dare giudizi, ma è chiaro che sia etnei, sia i neopromossi del Sassuolo dovranno fare parecchia fatica per tirarsi via dalle falde della lotta per la retrocessione.

Si gioca per i tre punti, dunque? Ciascun genovese rossoblucerchiato sa che si sta giocando innanzitutto per prendersi un caffè in santa pace per i prossimi sei mesi, senza che i cugini sghignazzino e ti prendano in giro per il risultato.

Il derby è questa roba qui. Un libro recente pubblicato da Fandango e che parla della Roma dice che i tifosi giallorossi cambiano umore a ogni calcio d’angolo. Anche le sponde del tifo genovese non mancano di essere umorali, ma certo che vincere un derby fa stare tranquilli, almeno per un po’.

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