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Economia

Ilva, la battaglia di Cornigliano tra speranza e preoccupazione: “L’accordo non si tocca”

corteo ilva

Genova. Aumenta di nuovo la tensione in città per il problema Ilva, e di nuovo “siamo a pretendere il rispetto dell’accordo di programma sottoscritto tra azienda, governo, istituzioni locali
e sindacati che prevedeva una trasformazione dello stabilimento siderurgico di Cornigliano ma anche una sua produzione in settori di siderurgia pulita: la banda stagnata e il lamierino zincato”.

Il sindaco Marco Doria, alla vigilia del vertice di domani in Prefettura, e dopo l’intervento di ieri in consiglio comunale, affida a Youtube un video ad hoc per ribadire la bontà di un accordo “che ha consentito di recuperare aree per la città che stiamo usando al meglio” e su cui “adesso bisogna mettere un punto fermo e chiaro” per il “futuro dello stabilimento di Cornigliano”. “Gli investimenti fatti devono garantire i posti di lavoro”, ha detto Doria. ”Le istituzioni sono a fianco dei sindacati e pretendono che l’impresa faccia la sua parte e che il governo vigili perché ciò avvenga”.

Ed è proprio l’esecutivo la “determinante” di una partita dura e complicatissima. “Come sembra in queste ultime ore tutta la città chiederà che l’accordo non si tocchi – commenta oggi Bruno Manganaro, segretario Fiom – vedremo se riusciremo a condizionare il governo”. Alle 10.30 i lavoratori dell’Ilva saranno davanti alla Prefettura ad aspettare l’esito di un incontro per cui “da un lato c’è speranza, ma dall’altro anche tanta preoccupazione”, spiega Manganaro. Il rischio concreto è che domani la soluzione non arrivi.

“E allora inizierà una lunga battaglia. Fino al 29 continueremo a spingere perché l’accordo venga mantenuto, in caso contrario dal 30 settembre siamo pronti a occupare. Rientreremo in fabbrica, una volta scaduti i contratti di solidarietà”.