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Cronaca

Ilva, cresce l’attesa per giovedì. Doria: “A Roma si parli anche di Cornigliano”

corteo ilva

Genova. Giovedì sarà una giornata cruciale per l’Ilva, stabilimento di Cornigliano compreso. Due i binari da seguire dopo la fumata nera di ieri sull’accordo di programma e i contratti di solidarietà in pericolosa scadenza per i 1700 lavoratori genovesi. Mentre sale la preoccupazione, giovedì la trattativa si snoderà su due fronti: a Genova, con il tavolo convocato in Prefettura tra sindacati e azienda, e a Roma dove è previsto un incontro al Ministero del Lavoro per la questione Riva Acciaio, ma in cui, è questo il pressing delle ultime ore, si punterà a dipanare anche la questione Ilva-ammortizzatori sociali.

“In quel contesto si potrebbe affrontare anche il problema degli ammortizzatori sociali del gruppo Ilva che hanno un serio problema di scadenza”, ha detto oggi il sindaco Doria in consiglio comunale rispondendo a un’interrogazione bipartisan.

Lo stato dei fatti, ha spiegato il primo cittadino vede un'”Ilva già commissariata”, dove però “è illusorio pensare che le sorti di Cornigliano siano indipendenti da quelle di Taranto”, ha sottolineato Doria. “In un contesto estremamente difficile bisogna dare atto che il governo Monti si è mosso in punta di diritto dando una prospettiva di continuità produttiva”.

Detto questo, l’accordo di programma firmato a Genova nel 2005, deve essere rispettato, ha ribadito il sindaco. Un accordo, ha poi ricordato Doria, “molto positivo”, che ha visto il superamento della produzione nell’area a caldo, investimenti sul piano industriale, come ad esempio banda stagnata e zincatura con impianti molto più moderni e puliti, e la “restituzione di aree alla città su cui sono state fatte o si faranno importanti opere”, vedi la strada a mare o il depuratore di ponente.

“I risultati di quell’accordo sono stati significativi – ha spiegato il sindaco – ora però bisogna vedere la tenuta e la forza del gruppo”. E a questo proposito il sindaco non ha lesinato una stoccata ad hoc: “i magistrati facciano i magistrati, e non giudichino se le risorse per gli investimenti sono sufficienti o meno. Noi dal canto nostro oltre a pressare per affrontare il problema Ilva nell’incontro romano di giovedì, chiediamo, raccogliendo la disponibilità del ministro Orlando, che il percorso si attui: quell’accordo deve essere rispettato. Genova è una città che ha perso la sua vocazione industriale ma difende e conserva il suo valore. E quell’area per noi è destinata alla siderurgia”, ha concluso Doria.

“Sarebbe paradossale che una città che ha anticipato la soluzione ambientale pagasse il prezzo perché questo percorso non sia stato fatto altrove – ha concluso il capogruppo Pd, Simone Farello – Un paese tra i primi dieci industriali, inoltre, non può rinunciare all’attività siderurgica”.

Caustica la capogruppo Pdl, Lilli Lauro: “L’accordo di programma 2005 va tenuto, ma io vado un po’ oltre: era già uno svantaggio per la città a tutto vantaggio della famiglia Riva. In più, come vediamo, non è mai stato attuato. Abbiamo dato a Riva 1 milione e 350 mila mq di aree produttive in cambio di lavoro per 2500 lavoratori. Ora ne lavorano meno e il resto lo leggiamo sui giornali”.