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Cronaca

Gronda, Doria prende le distanze: “Meno funzionale rispetto ad altre opere prioritarie”

Doria Marco

Genova. “Ho l’impressione che Società Autostrade ritenga non sia più utile fare la Gronda di ponente, in virtù dei flussi di traffico attuali”: in vista della firma del ministro all’ambiente sul progetto, il sindaco di Genova Marco Doria manifesta forti dubbi su tempistica e utilità dell’opera nel corso di una intervista all’emittente locale Telenord: “Ritengo quell’opera – spiega – meno funzionale a esigenze prioritarie. Sono attento a lavorare per il bene della città affinché si facciano opere che alla città servano. In merito alla Gronda di ponente è chiaro a tutti che i tempi non saranno rapidi e non li determinerà certo il Comune. Per la realizzazione Società autostrade ha ipotizzato 8 anni: come sindaco penso che Genova abbia bisogno di opere infrastrutturali che si concludano prima del 2020. Inoltre, Società autostrade ha realizzato da tempo uno studio sugli effetti ambientali che io ho visto nel corso di un incontro a Roma. Mi è stato chiesto di non divulgarli, ma a questo punto chiedo al Ministero dell’Ambiente che ne è in possesso, di renderli pubblici”.

Prima della Gronda, Doria ritiene si debba fare altro: “E’ un mio impegno – dice – risolvere il collegamento tra il porto di Genova e il suo entroterra; dobbiamo alleggerire i flussi di
traffico e renderli più fluidi, anche se nel futuro del trasferimento merci sarà più su rotaia e non su gomma. Il punto cruciale del nodo genovese diventerà quello del rapporto tra le banchine di Sampierdarena e l’entroterra; allora un braccio di raccordo autostradale tra Cornigliano e la linea autostradale della A7 che va verso Milano si rivelerà molto importante. Sono convinto che su questo tutte le forze politiche ragionano, hanno ragionato e ragioneranno. Bisogna farlo su dati, non su posizioni aprioristiche definite”.

Doria non teme, nel caso in cui la Gronda non si facesse, ricadute sulla sua maggioranza: “Non e’ il Pd che deve mettersi il cuore in pace – dice – ma chiunque amministri la città deve individuare
l’intervento migliore per rispondere alle reali esigenze di Genova”.

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