Quantcast

Genova, i loghi del passato non servono più: cercasi nuovo simbolo per la città

palazzo tursi comune genova

Genova. Un logo storico e simbolico: la croce rossa in campo bianco simboleggia vittoria e liberazione, e poi ancora i Grifoni, ferocia e vigilanza guerriera. “Come è sempre stata Genova. E allora perché cambiarlo”, ha chiesto oggi il consigliere comunale Franco De Benedictis (Gruppo Misto) in direzione dell’assessore al Turismo Carla Sibilla, “è un logo conosciuto in tutto il mondo, che ci dà fierezza e sicurezza”.

La storia del logo di Genova, infatti, è in procinto di cambiare: a fine settembre il Comune lancerà un concorso di idee per rivisitare e riattualizzare il logo “estremamente istituzionale”, e contribuire così “al rilancio economico per fronteggiare la crisi attraverso un processo fortemente condiviso di cittadini e stake olders”, come vuole l’Europa per le città medio grandi.

Per questo, non a caso, è nato il gruppo di lavoro “city logo”, finanziato dalla comunità europea.

“E’ vero che Genova ha quel simbolo – ha spiegato Sibilla oggi – ma è anche vero che utilizza una pluralità vastissima di loghi che crea una certa confusione. Sposando questo progetto abbiamo realizzato gruppi diversi che operano in diversi ambiti”. Ci sono cioè soggetti appartenenti al mondo turistico, culturale, industriale e poi, naturalmente, i giovani. Tutti insieme per “condividere e attualizzare il concetto di Genova all’esterno”.

Come successo a Firenze e Bologna anche Genova, entro fine settembre avrà il suo concorso di idee, a cui seguirà la valutazione di una commissione. Importante per l’amministrazione sarà poi la modalità di informazione e l’utilizzo. “Abbiamo scelto di farlo più ampio – ha aggiunto l’assessore – con una partecipazione più vasta, nazionale e internazionale, e dando inoltre il nostro storico per poter riattualizzare i loghi del passato”. Obiettivo ultimo: la condivisione di un logo che possa essere utilizzato dagli operatori.

“Il logo con il Grifone è estremamente istituzionale – ha ricordato Sibilla – e forse oggi non trasmette più il messaggio giusto. E’ una sfida, a me piacerebbe molto se poi tutte le aziende lo utilizzassero nella comunicazione”.

“Rimango dell’idea che i genovesi non vorrebbero il cambiamento, ma vedremo l’esito del concorso”, ha ribattuto De Benedictis.