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Genoa ancora ko, il Napoli festeggia e inguaia Liverani. Torna Gasperini?

Stadio Luigi Ferraris. Genoa-Napoli, la festa è sugli spalti – il gemellaggio fra le due tifoserie è storia – e in campo: nel pre-partita proseguono i festeggiamenti per i 120 anni del Grifone. Tempo di hall of fame 2013, questo l’undici scelto dai tifosi: il portiere Giovanni De Prà (a ritirare il premio l’ormai popolarissimo nipote Luca), i difensori Vincenzo Torrente, Gianluca Signorini, Ottavio Barbieri, Claudio Branco; i centrocampisti Gennaro Ruotolo, Mario Bortolazzi e Juan Carlos Verdeal e gli attaccanti Pato Aguilera, Roberto Pruzzo e Thomas Skuhravy.

Giocatori che hanno fatto la storia della società più antica d’Italia, giocatori che sperano di entrare a farne parte. Sono quelli scelti da mister Fabio Liverani per far punti contro i partenopei. L’ex tecnico degli Allievi punta ancora una volta sul 3-5-2. Perin in porta e difesa composta da Gamberini, Portanova e De Maio; sulla mediana ecco Vrsaljko, Biondini, Matuzalem, Kucka e Antonini; in vanti spazio alla coppia Gilardino-Calaiò. Tra gli esclusi eccellenti c’è Lodi. Il Napoli fa turnover: con Higuain e Hamsik in panchina, gli osservati speciali sono Pandev, Callejon e Insigne.

La Gradinata Nord e la Sud (invasa dai tifosi napoletani) si uniscono nel coro “Chi non salta blucerchiato è”. Poi via, si comincia. Sono Gamberini e Portanova a immolarsi sulle conclusioni di Pandev e Duvan. La risposta nel cross teso di Vrsaljko che crea qualche imbarazzo alla retroguardia azzurra. Il Genoa prende fiducia, guadagna metri. Ma in contropiede il Napoli è letale. Se è provvidenziale la chiusura di De Maio su Callejon, l’errore in chiusura di Kucka costa caro: una deviazione che mette fuori causa De Maio e apre un’autostrada a Pandev: al 14’ Genoa-Napoli 0-1.

Al 17’ ci prova Inler, il pallone si spegne sul fondo. Lo svantaggio spegne la verve del Grifone che lascia alla squadra di Benitez il pallino del gioco. Il lampo rossoblù al 22’ con il solito cross di Vrsaljko, Calaiò non ci arriva e la capocciata di Antonini non impensierisce Reina. Si passa dall’altra parte del campo e Pandev, approfittando di una sfortunata deviazione di De Maio sull’assist di Insigne, raddoppia con un diagonale che lascia di sasso Perin. Scuro in volto, in tribuna, il presidente Enrico Preziosi.

Il Genoa non è nemmeno fortunato. Sull’angolo di Matuzalem, Antonini non ci arriva per un soffio. Poche idee, Liverani corre ai ripari. Al 36’ esce Gamberini per fare posto a Stoian: 4-4-2 con Versaljko e Antionini che indietreggiano, Biondini che si piazza a destra e il nuovo entrato a sinistra. Punizione di Matuzalem, la testa è di Gilardino ma la mira non premia i rossoblù. Insigne sfida la sorte dalla distanza. Il primo tempo si chiude qui.

Antonini resta negli spogliatoi, scocca l’ora di Santana. Nel Napoli Cannavo per Albiol. La prima occasione è degli ospiti con una punizione di Callejon neutralizzata da Perin. Calaiò per Kucka, il sinistro dello slovacco è alto. Il Genoa si fa più intraprendente ma la botta di Santana non produce gli effetti sperati. Fortunatamente maldestro – con Santana in ritardo – il colpo di testa di Callejon. Benitez butta Higuain nella mischia, esce Zapata. Ultimo cambio del genoa: Fetfatzidis per Matuzalem.

Al 61’ la miglior occasione del Genoa con il cross di Santana e la frustata aerea di Gilardino fuori bersaglio di un soffio. Lo stesso Gila chiede invano un calcio di rigore pochi minuti più tardi. Chiuso da De Maio, non senza affanno, la pericolosa incursione di Higuain. È il Genoa a manovrare le operazioni, respinta da Reina la botta di Fetfatzidis. Fuori di un capello pure l’incornata di Calaiò.

Il Genoa insiste, è regolarmente nelle metà campo azzurra. Manca però il guizzo capace di rimettere in carreggiata i rossoblù. Al 90’ Gilardino sfida ancora una volta Reina: è il portiere spagnolo ad avere la meglio.

Con il Napoli si può perdere ma la pazienza di Preziosi è ai minimi termini. Sono la grande incertezza tattica (completamente sbagliate le scelte del primo tempo) e i continui cambi di modulo da parte di Liverani a preoccuparlo. Il futuro del tecnico, più volte confermato nelle scorse settimane, è nelle sue mani. I nomi di Gasperini e Reja si rincorrono.