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Politica

Festa democratica, D’Alema a Genova: “Con Renzi lotta impari ma ci batteremo”

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Genova. Un lungo applauso ha accolto Massimo D’Alema alla festa del Pd, 35 applausi a scena aperta e poco meno di 30 secondi di applausi alla fine. Intervistato da Bianca Berlinguer ha
conquistato il pubblico anche con numerose battute che hanno avuto come soggetto soprattutto Matteo Renzi, seguito a ruota da Silvio Berlusconi e Walter Veltroni.

”Non c’è dubbio, c’e’ un vincitore annunciato, Renzi fa una promessa suggestiva, solo che non ci sono le elezioni, il che rende questo discorso quanto meno ambiguo”. Cosi’ Massimo D’Alema, dal palco della festa del Pd, sull’esito del congresso.

”Credo che anche Letta sosterrà Renzi perché non può permettersi di perdere il congresso. E’ lotta impari con Renzi – ha detto ancora D’Alema – ma noi ci batteremo con le forze meno rumorose di cui disponiamo. Lui ha l’appoggio di tutto l’establishment, dei giornali, delle tv e di molti dirigenti. Lui parla di rivoluzione ma è come se la presa della Bastiglia fosse stata fatta con il re e le
baronesse”.

D’Alema invece sosterrà Cuperlo “uomo di grande moralità politica, grande cultura, grandi qualità umana. E’ timido. Ha scritto uno dei documenti più belli che abbia letto. Lui e Fabrizio Barca hanno scritto i documenti migliori. Uno che si candida a fare il segretario e ha tutte le qualità per farlo e
annuncia di non volersi candidare a cariche pubbliche e’ l’uomo giusto”.
La costruzione del partito “non può essere portata avanti – ha proseguito D’Alema – facendo contemporaneamente il sindaco e preparandosi a fare il candidato alle elezioni. Rischiamo di avere un candidato in pectore a governare il paese scelto tre anni prima delle elezioni e un presidente del consiglio in carica dello stesso partito: è un’ operazione carica di ambiguità e destinata a creare dei problemi”.

Renzi sta facendo uno “sbaglio: leggo che vuole continuare a fare il sindaco di Firenze e il fare segretario del Pd, non ha idea di cosa vuol dire dirigere un grande partito costruirlo”.

E su Berlusconi: ”Se fosse saggio e volesse fare cosa buona per il Pdl e il Paese prenderebbe atto della insostenibilità della sua posizione – ha detto D’Alema -Anche se volesse aprire un dibattito sulla legge è in arrivo l’altra parte della sentenza. Ricordiamo che c’è la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici. Il Tribunale ridefinirà i tempi e ci sarà poco da discutere”.

Inoltre ”La legge Severino e’ stata recentemente approvata dal Parlamento quasi all’unanimità, che adesso qualcuno sollevi dubbi davanti alla Corte dei dubbi mi pare francamente ridicolo”. Uscire di scena? “Berlusconi può uscire dal Parlamento. Fino a quando lui mantiene un consenso e una presa sul suo partito continuerà ad esercitare un ruolo politico. Certo la sua stagione volge al declino”.