Ex Centrale del Latte, Vesco e Oddone: "Esiste cordata di imprenditori, ma serve prezzo congruo" - Genova 24
Cronaca

Ex Centrale del Latte, Vesco e Oddone: “Esiste cordata di imprenditori, ma serve prezzo congruo”

sciopero e presidio centrale del latte fegino

Genova. “Esiste una cordata di imprenditori disposti ad acquistare l’edificio e l’area dove una volta sorgeva la Centrale del latte di Genova pertanto chiediamo all’azienda di valutare la proposta e soprattutto di decidere un prezzo congruo perché Lactalis deve dare un segnale al territorio e ai lavoratori che ha lasciato a casa chiudendo la Centrale”. E’ quanto hanno detto questo pomeriggio gli assessori al lavoro e allo sviluppo economico di Regione Liguria e Comune di Genova, Enrico Vesco e Francesco Oddone aprendo l’incontro svoltosi in via Fieschi con Lactalis e le organizzazioni sindacali a pochi giorni di distanza dalla fine del primo anno di cassa integrazione straordinaria che interessa 35 lavoratori.

“Speriamo che l’ipotesi che Confindustria ci ha presentato di un pool di imprenditori disponibili ad insediarsi in quell’area, grazie anche alle nostre sollecitazioni – hanno detto gli assessori – si possa concretizzare. Da parte nostra avranno tutta la collaborazione possibile perché il progetto possa realizzarsi. Ma soprattutto l’azienda deve dare un segnale di attenzione, sia al territorio, sia ai lavoratori che ha lasciato a casa chiudendo la Centrale del Latte di Genova, dando un valore non eccessivo all’immobile. Se questo non avverrà e se vorrà lucrare sull’area sarà un danno per i lavoratori”. Non hanno usato mezze parole quest’oggi Vesco e Oddone appellandosi a Lactalis affinché la trattativa vada avanti e possa riprendere sull’area una o piu’ attività industriali. Proprio domani infatti i rappresentanti di Confindustria Genova si recheranno a Parma per illustrare alla proprietà il nuovo progetto nel tentativo di ottenere la disponibilità reale a vendere e ad un prezzo congruo.

“L’azienda – hanno sottolineato oggi Vesco e Oddone – persevera nell’unico progetto che è il centro commerciale che non rientra nella programmazione urbanistica comunale. Fino ad oggi infatti le uniche opportunità di riutilizzo del sito sono venute solo dalle istituzioni perché l’azienda non ha trovato un interlocutore che potesse proseguire nel segno dell’industria”. Secondo i due assessori il centro commerciale non sarebbe infatti una conseguenza della chiusura di Parmalat, ma al contrario la causa.
E mentre si stanno esaminando i dettagli della nuova iniziativa che consentirebbe l’assorbimento di buona parte degli addetti si parla già di rinnovo per un altro anno della cassa integrazione straordinaria. Un tempo utile per consentire di vagliare nuove ipotesi di riutilizzo del sito.