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Cronaca

Dl del Fare, Tursi chiede beni al Demanio: la Gavoglio ai genovesi come regalo di Natale

Genova. Quest’anno, a Natale, i genovesi potrebbero trovare la caserma Gavoglio sotto l’albero. Fuor di metafora, la notizia è arrivata oggi da Tursi.

Con il Decreto del Fare si è infatti aperta “una nuova pagina del federalismo”, ha spiegato il vicesindaco Stefano Bernini. In sostanza per il Comune sarà possibile acquisire terreni dal Demanio con una procedura più semplice rispetto al passato: basterà infatti fare richiesta con indicata la destinazione d’uso. Seconda novità altrettanto importante: è cambiata la priorità, prima vengono i Comuni, poi, a cascata, tutti gli altri.

Così Tursi potrà riappropriarsi di una serie di beni. L’elenco è molto lungo: dalle mura di Malapaga, alle strade militari (esempio Quezzi). Dall’Ospedale militare di Sturla, al mulino militare di Cornigliano.
Poi le ex gallerie antirifugio, per esempio quella di Sampierdarena, il complesso della Madonna della Neve, torri militari e il sistema delle Polveriere. C’è l’Idrografico della Marina da e in via di trasferimento, la Croce Rossa militare che è in comodato e c’e la richiesta di un parcheggio x gli abitanti di via Ventotene. L’elenco verrà poi sottoposto al consiglio che potrà pronunciarsi sulle caratteristiche dei beni da acquisire.

“Abbiamo fatto una prima classificazione da presentare al consiglio per chiedere la delega – ha detto oggi in conferenza stampa Bernini – La Gavoglio è il primo cespite che vogliamo. Avendo ora una gratuità di trasferimento – ha sottolineato il vicesindaco – il costo non c’è più e anche le operazioni di ristrutturazione sono fattibili”.

Fatto salva la questione frana, per cui la magistratura ha individuato negli eredi dei costruttori e nel demanio militare la responsabilità della messa in sicurezza, per Tursi ci sarà da risolvere la questione soste e viabilità della parte alta del Lagaccio. “Ma avremmo la possibilità di ragionare con maggiore respiro su interventi che rispondano alle esigenze degli abitanti di via Ventotene e non solo”, ha aggiunto Bernini.

Il terreno della Gavoglio potrà quindi essere usato per snellire il traffico e fare in modo che non ci sia un’unica strada al Lagaccio. “Al contempo si potranno avere spazi verdi – ha detto il vicesindaco – Una parte dei manufatti sono della Sovrintendenza, ma gli altri possono essere demoliti. La parte bassa, ad esempio, può essere finalmente una piazza per il quartiere, che ora non ha spazi”.

I tempi: le domande vanno fatte entro il 30 novembre, la sede regionale dell’agenzia del territorio ha 15 giorni per fare l’istruttoria, e il ministero 45 giorni per la risposta. Se fosse negativa, Tursi avrà altri 20 giorni per il ricorso. “La delibera andrà in consiglio tra una decina di giorni, la “pratica”Gavoglio può partire quasi subito. Potrebbe essere un regalo di natale”, ha concluso Bernini.