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Derby, Sampdoria: le nostre pagelle

manolo gabbiadini

Una notte da incubo, un derby da dimenticare in fretta e furia. In casa Sampdoria non si salva quasi nessuno. Una sconfitta che brucia ma certamente non immeritata. Gioco lento e prevedibile, poche idee e gambe molli. Delio Rossi avrà molto su sui riflettere.

Da Costa 5,5: sperava di scacciare il fantasma del gol di Boselli con una bella vittoria contro gli avversari di sempre ma si capisce ben presto che non è aria. Lo trafiggono Antonini, Calaiò e Lodi. In due occasioni su tre c’è il dubbio che si potesse fare di più anche se Antonini segna da due passi e Lodi è uno specialista nei piazzati. Incerto.

Gastaldello 5: Calaiò e Gilardino non danno punti di riferimento, paiono indemoniati. Il centrocampo rossoblù è padrone del campo e per la difesa blucerchiata la serata si fa subito in salita. E quando si perde 3-0 un derby non si salva nessuno. Arrendevole.

Palombo 5,5: i primi applausi della Sud sono per lui, deciso e preciso nell’anticipare Gilardino. Con i centrocampisti bloccati nelle gambe e nelle idee, torna alle antiche abitudini cercando in prima persona gli attaccanti. Davanti a lui nessuno fa muro e il 17 è costretto agli straordinari: gli avversari arrivano da ogni parte. Tradito.

Costa 5,5: al pari di Palombo e Gastaldello si fa un mazzo tanto per allontanare i pericoli ma gira che ti rigira, quando ti ritrovi a combattere da solo (e nel caricatore conti poche cartucce), la guerra non puoi vincerla. Spento.

De Silvestri 5,5: spinge poco, pochissimo. E poi c’è il gol di Antonini, quello è l’uomo che doveva marcare lui. Un incidente di percorso che regala il vantaggio al Genoa e lo blocca mentalmente. Raramente lo si vede superare la propria metà campo, una spiacevole novità. Inceppato.

Bjarnason 6: è alla prima in blucerchiato, per lo più reduce dalle fatiche accumulate con la nazionale islandese. La grinta non gli manca, nella prima frazione è tra i più attivi. L’intesa con i compagni non può che migliorare. Vichingo. Dal 1’st Soriano 6: è frenetico e confusionario ma è l’unico che cerca la porta; la buona mira è un’altra cosa. Coraggioso.

Krsticic 5: nessun intervento killer, per arginare il centrocampista doriano questa volta basta la generosità di Calaiò. Il numero 10 sulle spalle è una bella responsabilità, non può bastare il compitino (cerca sempre il compagno più vicino) per meritarsela. Impalpabile.

Obiang 5,5: sradica un pallone dai piedi di Matuzalem al 7’ guadagnandosi l’ovazione della Sud. Non ne riceverà molte altre, murato da Biondini che non gli lascia un secondo per pensare. Solo al 21’ riesce a inventare per Regini ma il compagno è in fuorigioco. Braccato.

Regini 5: nel primo tempo, senza inventarsi nulla di speciale, riesce ad avere la meglio su Versaljko costringendo il rossoblù nella propria metà campo. A inizio ripresa però il croato gli scappa e il Genoa si porta sul 2-0. Fuori ruolo. Dal 22’ Sansone 5,5: entra a giochi fatti, con la Samp moralmente a picco. Sfiora il gol a una manciata di minuti dal triplice fischio. Dimenticato.

Eder 5: è l’unico che sembra in grado di scappare via agli avversari; velocità e dribbling sono la sua arma migliore ma non sempre possono bastare. Specie se si cerca un tacco smarcante per Soriano invece che tirare a due metri dalla porta con l’avversario avanti di due gol. Sciagurato. Dal 30’st Pozzi sv: mastica amaro, entra quando è impossibile credere nella rimonta. Avvilito.

Gabbiadini 5: gioca troppo lontano dalla porta di Perin, colpa della retroguardia rossoblù e dalla scarsa verve dei suoi compagni del centrocampo. Non gli arrivano palloni e va a prenderseli da solo ma quando si riesce a tirare solo dai 35-30 metri è difficile fare centro. Abbandonato.