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Derby, al Ferraris festeggia solo la Nord: Sampdoria-Genoa finisce 0 a 3

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Genova. Pioggia intorno al match. Campo che resiste. Delio Rossi che schiera la formazione annunciata: Da Costa in porta, Palombo Costa e Gastaldello i tre difensori centrali, largo a destra il solito De Silvestri a sinistra Regini. A centrocampo Obiang, Krsticic e il neoacquisto Bjarnason. Punte Eder e Gabbiadini.

Fabio Liverani mischia le carte rispetto alla previsioni: conferma Perin, i tre centrali sono Manfredini, Portanova e Gamberini, Antonini a sinistra e a destra il giovane Vrsaljko. In mezzo il fosforo di Lodi e Matuzalem e i polmoni di Biondini (e non di Kucka), a fianco a Gilardino gioca Calaiò.

Sette minuti di studio, con un Genoa che sembra più aggressivo. Una sgroppata di Eder da una parte, dalla altra un cross da trequarti di Biondini che Antonini trasforma in un gol pazzesco: tiro al volo ad incrociare alla sinistra di Da Costa, 1 a 0.

La reazione della Sampdoria sta in una doppia giocata di Gabbiadini, una girata sul fondo dagli undici metri e un tiro, velleitario, da fuori l’area. Passa il tempo e la Sampdoria prova a conquistare qualche metro. La partita rimane corretta, ma nei primi venti minuti sono già due gli ammoniti: uno per parte, Manfredini e Regini.

Ritmi alti, partita piacevole. A metà del tempo, buona azione da destra di De Silvestri che arriva al tiro dal limite. Palla alta.

La Sampdoria tiene il possesso palla, ma riesce solo a pizzicare Perin con tiri da lontano. Quando i blucerchiati provano a sfondare per vie centrali, la difesa rossoblù si chiude bene.

Al 34’ da calcio d’angolo il rischio più vistoso lo crea Calaiò rischiando l’autogol. A cinque minuti dalla fine, il Genoa amministra, la Sampdoria ragiona.

Allo scadere Gilardino si prende una ammonizione per un intervento da dietro su Krsticic. Dalla punizione Eder tira alto. Finisce il primo tempo. Genoa in vantaggio.

Il secondo tempo ricomincia tra i fumogeni. Rossi mette dentro Soriano e fa uscire Bjarnason. Il Genoa riparte come aveva fatto nel primo tempo. Azione perfetta asse Gilardino-Vrsaljko-Calaiò. Gol del neo-acquisto ex napoletano.

La prima vera parata della partita Perin la fa al minuto 53. Il tiro lo fa Eder. La Sampdoria accusa il colpo, il Genoa comincia a giocare sciolto e si fa ancora pericoloso al 63. Palombo stende Calaiò. Punizione dal limite, mattonella di Ciccio Lodi. 3 a 0 per i rossoblu.

Rossi mette dentro Sansone e toglie Regini. Nei dieci minuti a cavallo del gol Liverani fa entrare Cofie, Di Maio e Santana, al posto di Matuzalem, Gamberini e Antonini. La Sampdoria come ovvio si spegne, il Genoa cresce. Biondini, come già gli era capitato nelle prime prestazioni di due anni, mette la quinta quando gli altri appaiono stanchi. Il resto della squadra gioca facile e si diverte.

L’orgoglio di Gabbiadini mette ancora pressione a Perin, ma il tiro scagliato da fuori viene deviato da Manfredini. Allo scadere prima ci prova per due volte Sansone: sono i due pericoli maggiori creati dalla Sampdoria. Poi è Soriano a sorvolare la traversa.

Finisce 0 a 3 per il Grifone. Liverani mette il cerino nelle mani di Delio Rossi, che se era stato perdonato per la sconfita contro la Juve e lodato per il buon pareggio a Bologna, ora deve fare i conti con una sonora sconfitta nel derby. Non ha vinto solo la qualità maggiore del Genoa, espressa dag Gilardino, Calaiò, Matuzalem e Lodi. Ha vinto soprattutto Liverani, l’agonismo che è riuscito a infondere. Rossi forse ha preparato il match come se fosse una partita “normale”: il derby non lo è.