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Contrassegno disabili, lotta ai “furbetti del parcheggio facile”: 159 pass ritirati a Genova

Genova. Sosta disabili e parcheggio facile: un capitolo dove regna sovrana l’inciviltà. Le occasioni non mancano. “In un paese della riviera mi è capitato di veder usato il contrassegno per parcheggiare e andare a pesca”, ha detto oggi il consigliere Pd, Alberto Pandolfo nella sua interrogazione in Aula Rossa per conoscere le modalità di controllo di Tursi, con il supporto della polizia municipale, e gli esiti.

Il Comune di Genova, inoltre, nel marzo 2013 è stato fra i primi comuni italiani ad adottare il CUDE, il Contrassegno Unico dei Disabili Europeo per far sì che i cittadini con disabilità possano usufruire tramite un documento di riconoscimento (non di identità) delle agevolazioni per la circolazione e la sosta oltre i confini, in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

I dati: a Genova nel biennio 2012-2013 sono stati oltre 10 mila (10.300) i contrassegni consegnati dal Comune di Genova ai disabili. Nel 2012 ne sono stati ritirati 236, di cui 51 per decesso, 15 scaduti, 163 per uso improprio. Nel 2013: 159 ritiri, 107 per uso improprio nel solo comune di Genova, più 15 erogati da altri comuni. Sempre nel 2012 sono state 49 le segnalazioni alla polizia giudiziaria per uso falso.

“E’ un’attività di controllo effettuata anche direttamente su strada con controlli anagrafici e presenza del disabile – ha spiegato l’assessore Elena Fiorini – la tendenza all’abuso c’è, per questo l’attività deve essere costante e sempre migliorabile”. Le sollecitazioni, del resto, arrivano anche dalle associazioni. “L’uso illegittimo fa sì che si crei maggiore difficoltà – ha sottolineato l’assessore – Il controllo sui contrassegni contribuisce infatti ad una migliore mobilità di tutte le persone disabili. La polizia municipale svolge un’attività di controllo quotidiana da accertamenti anagrafici al sequestro di contrassegno in caso di uso improprio, fino alla possibilità di confisca del contrassegno scaduto, intestato a deceduto e a cui segue eventualmente la trasmissione alla polizia giudiziaria per uso illecito, come in caso di falsificazione o di uso del contrassegno di una persona deceduta”.