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Cronaca

Cicloposteggi in ogni Municipio, il “mugugno” corre su Facebook: “Senza piste ciclabili son soldi cacciati”

Genova.”..E’ un po’ come fare le stazioni prima di farci arrivare i binari”. Svelato il mistero dei “pali di forma ambigua”, ovvero le rastrelliere comparse in ogni municipio genovese nei giorni scorsi – in occasione della settimana europea della mobilità – il tema dei cicloposteggi ha tenuto banco sulla piazza virtuale di Facebook.

In più di un gruppo, sotto le foto che documentavano il nuovo arrivo in strade e piazze di quartiere, sono fioccati i commenti. Per le 400 nuove rastrelliere installate in ogni Municipio (pari a 800 posti bici in più), molti commenti positivi e, neanche a dirlo, un po’ di mugugni: dal posizionamento, pericolosamente ad altezza bambino oppure errato rispetto ad altri quartieri, alla più nota polemica, mai sopita, delle piste ciclabili, di cui Genova è al momento ancora carente.

“Se i 6km di piste ciclopedonali descritte dell’ordinanza venissero costruite e una passasse quantomeno prossima a via Cantore – scrive Stefano sul gruppo Noi di Sampierdarena – sarebbero anche giustificati, ma a meno che la suddetta pista non la scavino sottoterra mi sa che non sono così prontamente utilizzabili…é un po’ come fare le stazioni prima di farci arrivare i binari”.

Gli fa eco Gabriele: “al di la’ delle battute sui ciclisti applicati al calcio sarebbe opportuno sviluppare subito ste benedette piste ciclabili, altrimenti son soldi cacciati nel cesso, con beneficio solo per chi le ha installate e ha preso i soldi”. Ancora, in tema, Sidio: “Ne hanno messi 400 in tutta Genova. E se fossimo una città moderna farebbero anche piste ciclabili aumentando poi il servizio di trasporti pubblici limiterebbero l’uso dei mezzi privati aumentando la qualità della vita in tutto il centro urbano. Ma non abbiamo amministratori illuminati, quindi non saremmo mai una città moderna. Concludendo accontentiamoci che è già qualcosa”.

“Sarà, ma io vedo più ciclisti al Peralto in due ore la sera che in giro per Sampierdarena in una settimana – scrive ancora Carlo – comunque ben vengano incentivi e promozioni a farsi un bel giro in bici. Pedalare!”.

Altro capitolo, i costi. Per Paola e “per chi utilizza la bicicletta tutti i giorni per andare al lavoro” non è “sicuramente una spesa inutile visto che permette di fissare e legare la bici con più sicurezza contro i furti…”.

Anche il consigliere comunale Alberto Pandolfo è entrato nella discussione rispondendo ad Anna, un’abitante del Medio Levante che si lamentava via Facebook: “Ma quanto ci sono costate? – domanda la cittadina – Panchine o giochi no?per la felicita di Sel così li abbiano accontentati”.

“Direi per la felicità degli utenti e dei cittadini – la replica di Pandolfo – Panchine e giochi, di cui c’è bisogno, non sono sostituite dalle rastrelliere per le bici. Il Medio Levante è un territorio che si presta per le pendenze percorribili. Complimenti al lavoro del Municipio che ha saputo cogliere le opportunità messe in campo dal Comune”.

Risolto invece anche il “giallo di Certosa”, dove le rastrelliere sono apparse in posizione diversa rispetto ai cicloposteggi di altri Municipi. 
”Ehi, avete visto nell’area Filea li hanno riposizionati nel verso giusto. Anche questa volta come Comitato siamo serviti a qualcosa”, ha commentato Enrico D’Agostino del gruppo Liberi cittadini di Certosa.