Cessione Ansaldo, sale la preoccupazione a Genova: "Fermatevi o daremo battaglia" - Genova 24
Economia

Cessione Ansaldo, sale la preoccupazione a Genova: “Fermatevi o daremo battaglia”

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Genova. “Finmeccanica ha in tasca sia l’accordo con la coreana Doosan per la cessione di Ansaldo Energia e sia quello per Ansaldo Sts. L’operazione per vendere il ramo civile sta andando velocemente avanti”, commenta a caldo Bruno Manganaro, segretario Fiom. Le notizie rimbalzate oggi da Roma non sorprendono, e a Genova si respira preoccupazione, forte, e attesa.

La firma non c’è ancora, ma manca poco. “L’azienda aspetta un’offerta (da Governo o Cdp) oppure in breve tempo procederà con il percorso tracciato”, sottolinea Manganaro. La chiamata, fatta a gran voce dalle segreterie nazionali, è al Governo, l’unico in grado di muovere qualcosa adesso. L’incontro con il premier Letta e il ministro Zanonato, chiesto con urgenza dai sindacati, potrebbe arrivare nel giro di uno, massimo due giorni, ma niente è certo.

Così come incerte risuonano ora, a vuoto, le parole del sottosegretario Fassina. “E’ come se un’autista dicesse: ‘spero di guidare bene’ – spiega Manganaro – Fassina è un esponente del Governo, o parla a nome dell’esecutivo oppure le sue speranze, a titolo personale, lasciano il tempo che trovano. Dal sottosegretario all’Economia ci aspettiamo che dica cosa intenda fare il Governo, non cosa spera Fassina. Evidentemente ci sono posizioni diverse e questo non trasmette affatto tranquillità”.

I sindacati genovesi, intanto, prendono tempo per capire, ad esempio, se da Roma arriva la data ufficiale dell’incontro, altrimenti “sarà battaglia”. Domani pomeriggio è prevista una conferenza stampa unitaria a Genova, in cui le segreterie spiegheranno di fatto lo stato delle cose e le contromosse.

“Noi non siamo d’accordo con la cessione, abbiamo l’impegno di incontrare il governo prima della firma definitiva – sottolinea il segretario Fiom – il messaggio è uno: fermatevi o daremo battaglia”. La chiamata però è anche per la politica locale: “Non possono essere solo e sempre i lavoratori a lottare, oltre alle parole servirebbero i fatti”. Ai consiglieri comunali e regionali, a sindaco e governatore molto più di un appello: “Fate qualcosa”.