Carige, Doria: "Si apre un nuovo capitolo, ma deve restare una banca del territorio" - Genova 24
Economia

Carige, Doria: “Si apre un nuovo capitolo, ma deve restare una banca del territorio”

marco doria consiglio

Genova. “Non sono il dominus della banca, considero Carige un patrimonio importante della comunità genovese e ligure che ora sta attraversando un momento di oggettiva criticità ma che tale deve restare”. Così il sindaco Doria è intervenuto oggi in Aula Rossa a Tursi rispondendo a un’interrogazione sulla questione Carige e sul prossimo rinnovo del cda della Fondazione Carige, con attenzione ai criteri per la nomina dei membri di competenza del sindaco.

“Carige è la banca del nostro territorio – ha ribadito il sindaco – un patrimonio da salvaguardare e tutelare. Per questo bisogna discutere del tema con molta attenzione, mai a sproposito perché questo danneggerebbe la banca”.

L’istituto è di fondamentale per tutti, città, imprese, lavoratori “che avrò modo di incontrare domani per ascoltarli e per ragionare insieme sulle posizioni da assumere”. Ma, ha ammonito Doria “il sindaco deve sapere bene i limiti della sua funzione, non è un banchiere”. Può cioè commentare gli indirizzi ma non determina le scelte aziendali di competenza della banca.

Mesi fa è stata avviata un’ispezione della banca d ‘Italia, ha ricordato il primo cittadino. “Io non ho titolo per valutare i rilievi mossi, ma posso valutare politicamente: una banca con fondamenta sane, ma con situazioni critiche non deve stare ferma. E’ necessario dimostrare capacità di reazione, senza attendere. Bene la convocazione dell’assemblea, che porterà a un cambio della governance dell’istituto.
Si apre un nuovo capitolo tutto da scrivere nella storia dell’istituto. Bisogna voltare pagina, con alcuni punti fermi: “Carige deve restare una banca del territorio patrimonio della comunità”. Non come nella vicina Torino dove è avvenuta la fusione con Unicredit. E’ importante quindi “che la Fondazione rimanga azionista di riferimento”. “Non con il 46% per forza, se non ha risorse – ha sottolineato Doria – ma trovo poco realistica la prospettiva di una banca del territorio senza comunità del territorio nel suo azionariato. Questo è il compito della Fondazione”. Un rapporto delicato quello tra politica e fondazione, che deve essere “corretto e trasparente cosa che in Italia non sempre è accaduto”.

Quanto a Fondazione Carige ha come tutte le fondazioni un ruolo duplice: è un soggetto erogatore di finanziamenti nel territorio in settori specifici e azionista allo stesso tempo. “Ma gli azionisti hanno predisposto le liste di candidati: leggendo i nomi noto che tra le liste quella che rappresenta il cambiamento maggiore è quella della Fondazione Carige”. Inoltre l’azione di Fondazione è stata indirizzata dalla Banca d’Italia, “per me punto fondamentale. Come sindaco pretendo che la nostra banca si adegui alle indicazioni dell’ente di vigilanza. Il piano industriale sarà compito del cda, e non si discute in quest’aula. Il cda della Fondazione deve avere una qualificata rappresentanza del territorio, elementi di alto profilo e con pluralità di competenze. Il problema di ricapitalizzazione della banca è ineludibile, ma questa deve avvenire con equilibrio, per non svalutare i titoli; cosa che si tradurrebbe in maniera negativa sul valore patrimoniale di un bene della nostra città”, ha concluso Doria.