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Politica

Burlando, Twitter e i funghi: in consiglio regionale scoppia la bagarre

burlando funghi

Liguria. Galeotto fu il fungo. E’ successo tutto in tempo reale, come vuole l’epoca dei social network e del 2.0. Verso mezzogiorno il presidente Claudio Burlando mette una foto su Twitter: ritrae lui con un invidiabile porcino in mano. Ne seguono altre. In contemporanea l’assemblea legislativa ligure ha ripreso i lavori questa mattina, dopo la pausa estiva: molte defezioni tra cui lo stesso Burlando (per motivi personali) e conseguenti polemiche. In via Fieschi scoppia subito la bomba: i consiglieri regionali di minoranza guardano Twitter e insorgono, interrompendo l’ordine dei lavori.

“Se il presidente chiede un congedo e poi invece, come sembra da Twitter, va per funghi a Rondanina è un insulto a questa assemblea”, ha tuonato il capogruppo Pdl, Marco Melgrati.

“Ho rinunciato a un’interrogazione su temi importanti – ha rincarato Pellerano, Lista Biasotti – ora vedo su internet che il presidente posta foto di funghi. Una cosa è l’assenza istituzionale, quella di oggi è inaccettabile. Vorrei un chiarimento ufficiale”.

La richiesta dai banchi dell’opposizione è una: un richiamo ufficiale al governatore.

“A inizio seduta ho comunicato che a norma del regolamento interno, Burlando, così come altri consiglieri ha chiesto congedo per motivi personali – ha spiegato il presidente del consiglio Rosario Monteleone cercando di placare gli animi – solo in quel momento il regolamento consente di fare obiezioni. Non sono tenuto a sapere quali siano i motivi personali. Se qualcuno vuole criticare lo faccia nei tempi debiti, ma non si trasformi il consiglio in un pulpito per fare prediche. Per fare gli educatori bisogna essere educati”, ha concluso Monteleone.

“Credo che i motivi personali siano diversi dal raccogliere funghi, chiediamo un richiamo al presidente”, ha ribattuto Rosso.

“Rivediamo il sistema dei congedi, la dicitura motivi personali è troppo vaga. Farò una lettera a tutti i consiglieri e alla giunta”, ha concesso Monteleone.

“Non voglio fare il difensore d’ufficio del presidente Burlando che sicuramente risponderà personalmente – ha detto poi il capogruppo Pd, Nino Miceli – volevo obiettare una cosa: è vero che il consiglio si tiene dopo un mese di pausa, ma credo sia altrettanto evidente come tutti abbiano continuato a lavorare durante l’estate, Burlando compreso”.

I consiglieri di minoranza hanno poi abbandonato l’aula per protesta.