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Cronaca

Anziani, la nuova insidia è nel “pacco”: esperto truffatore catturato a Rapallo

rapallo truffa

Rapallo. Non passa giorno in cui non si senta parlare di truffe agli anziani, ma le insidie sono sempre più numerose e diversificate: l’ultima frontiera è quella del classico “pacco napoletano”. E’ il caso di quanto accaduto lo scorso 26 giugno a Rapallo, dove un’anziana è stata raggirata dal 40enne Gennaro Mosca, arrestato ieri dalla Squadra Investigativa del Commissariato di Rapallo.

La vittima è stata avvicinata in strada da una macchina guidata dal truffatore, che dopo aver carpito la fiducia della donna spacciandosi per un amico del genero, ha riferito di avere l’incarico di consegnarle un pacco dono per la figlia, a fronte del pagamento della somma di 4 mila euro.

Di fronte all’impossibilità dell’anziana di reperire l’intera somma e dopo aver appreso che avrebbe potuto prelevare solamente 1.000 euro, il malvivente ha telefonato ad un complice che, spacciandosi per il genero, ha rassicurato la suocera in modo sbrigativo, invitandola ad assecondare le richieste dell’amico e versare come acconto la somma di 1.000 euro.

A quel punto la vittima, ormai convinta, ha accettato di salire in auto per recarsi presso uno sportello bancomat e prelevare il denaro, per poi farsi riaccompagnare a casa, dove ha scoperto di essere rimasta vittima del più classico dei “pacchi napoletani”. All’interno dell’involucro, infatti, invece del computer, vi era soltanto la tastiera di un PC.

Gli agenti del Commissariato di Rapallo, esaminando i filmati registrati dalle telecamere posizionate lungo le vie della cittadina e ricostruendo il percorso indicato dalla vittima, hanno riscontrato che, durante tutto l’arco di tempo, l’auto era sempre seguita a breve distanza da un’altra vettura.

Proprio grazie a questo particolare e all’intuizione investigativa degli operatori, è stato possibile accertare che l’auto condotta dal truffatore era intestata ad un noto favoreggiatore, mentre l’altra è risultata di proprietà della madre del Mosca.

L’uomo, a carico del quale sono emersi precedenti specifici per due truffe perpetrate con lo stesso modus operandi nel 2010 e 2012, è stato riconosciuto dalla vittima nel corso di un’individuazione fotografica.

Per raggiungere la casa di Mosca e procedere all’arresto è stato necessario superare diversi varchi protetti da cancellate e portoni serrati con lucchetti. Una volta entrati nell’abitazione, gli agenti non potevano credere ai loro occhi: benché fosse ubicata in un contesto degradato adiacente al mercato rionale, la casa si presentava curata nei dettagli e arredata lussuosamente con mobili e suppellettili di pregio. Ora i poliziotti stanno dando la caccia ai complici.