Quantcast
Cronaca

Acqua Pubblica, via il profitto dalla bolletta. La chiamata ai sindaci della provincia: “Si impegnino per ottenere giustizia”

Genova. I Comitati Acqua Bene Comune di Genova e Tigullio scaldano i motori in vista del 19 settembre, il giorno in cui è convocata la conferenza dei sindaci della provincia che dovrà esprimersi sulla restituzione della remunerazione del capitale investito e sui nuovi articoli a seguito delle nuove delibere dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

“E’ un momento importantissimo in cui chiediamo a gran voce ai sindaci di esprimersi finalmente a favore della legalità e del rispetto del referendum acqua 2011 – spiegano i Comitati – Per questo mercoledì abbiamo indetto un’assemblea pubblica a Rapallo, invitando tutti i sindaci, i cittadini, la stampa”. Lo avevano detto nelle scorse settimane in occasione della vittoria giudiziaria di Elisabetta Del Signore nella causa contro Idrotigullio: quella era solo la prima battaglia. “Davide contro Golia”, dicono, continua.

“Abbiamo avuto recentemente l’ennesima prova che i risultati dei Referendum vanno rispettati con la vittoria di Elisabetta del Signore, cittadina del Tigullio, nella causa contro Idrotigullio – sottolineano – la giudice ha stabilito che il gestore dovrà risarcire la quota di profitto (22% della bolletta più interessi) ancora presente nelle bollette dell’acqua. Per questo chiediamo a gran voce che gli amministratori locali si impegnino per ottenere giustizia”.

L’invito a partecipare all’assemblea di mercoledì, alle 18.30 presso il Grancaffe del Lungomare Vittorio, rivolto anche a tutti i sindaci della provincia, comprende anche la richiesta di votare una mozione alla conferenza dei sindaci della Provincia del 19 settembre e di aprire tale assemblea, come dovrebbe essere per regolamento, alla partecipazione di cittadini e allo streaming.

L’assemblea sarà l’occasione per fare il punto sugli ultimi due anni: cosa è successo ai risultati dei Referendum 2011 che hanno sancito la volontà del popolo italiano di togliere i profitti dalla gestione dell’acqua, quanto fatto dai comitati a Genova e nel Tigullio e infine la storia della causa di Elisabetta Del Signore. La sentenza ha infatti riconosciuto il rimborso integrale della quota di remunerazione del 22% delle bollette più interessi legali.

Inoltre è stato ribadito che “gli atti di espressione del potere normativo della Pubblica Amministrazione (Governo, Ministri, Prefetti) o di altri enti pubblici (territoriali o non) e delle Autorità indipendenti sono fonti di natura secondaria nella gerarchia delle fonti” per cui, “mai possono modificare, non applicare o abrogare, seppure tacitamente, una fonte di grado superiore qual è appunto il referendum abrogativo”.

La mozione presentata dai Comitati ai sindaci prevede, tra le altre, di “Sollecitare l’Ente Gestore del servizio idrico integrato a restituire agli utenti la quota di remunerazione del capitale indebitamente pagata dal 21 luglio 2011 (22% dell’importo totale delle fatture pagate)”. Ma anche di “Diffidare l’Ente Gestore, a pena di un’ammenda pari al triplo della somma contestata e prelevabile dal perpetuare qualsiasi azione coatta di recupero crediti, compresa la minaccia di distacco di fornitura, nei confronti degli utenti che, non avendo ricevuto rimborso, si sono autodetratti dalla bolletta la quota di remunerazione del capitale, aderendo alla Campagna nazionale di Obbedienza Civile promossa dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua”. E di riconoscere quindi, come sancito da sentenza della Corte Costituzionale, che “non è più ammissibile includere nelle nuove tariffe qualsiasi forma di remunerazione sul governo e la gestione dell’acqua”.