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Accademia Ligustica di Belle Arti, Pellerano: “Soluzione in vista. La Regione acceleri nella richiesta di incontro al Ministero”

accademia belle arti

Genova. “Occorre che la giunta regionale si attivi, una volta per tutte, per richiedere un incontro urgente al ministro all’Istruzione Carrozza affinché l’Accademia Ligustica venga inserita tra gli Istituti superiori ammessi ai finanziamenti stanziati con il recente Decreto Istruzione e vada finalmente a realizzarsi quel processo di progressivo trasferimento dell’Accademia allo Stato. Non si capisce come sia possibile che questa istituzione di formazione superiore, pur rilasciando titoli riconosciuti a livello nazionale sia finanziata in via esclusiva da Comune Provincia e Regione”.

Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che recentemente ha presentato in consiglio un ordine del giorno, approvato all’unanimità, che impegna la giunta e il presidente Burlando ad “attivarsi presso il Ministro della Pubblica Istruzione affinché, in fase di conversione del Decreto Legge sull’Istruzione, venga prevista una soluzione per le Accademie legalmente riconosciute che permetta loro di beneficiare del contributo previsto per gli Istituti Superiori di Studi musicali”.

“Il decreto legge in questione – spiega Pelleano – è il cosiddetto “L’istruzione riparte”, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 9 settembre. Il decreto prevede lo stanziamento di 3 milioni di euro per il 2014 a favore degli Istituti Superiori di Studi musicali pareggiati al fine di garantire la continuità didattica e rimediare alle loro difficoltà finanziarie. Purtroppo, come denuncio da tempo, l’Accademia di Genova si trova ormai da anni in una cronica mancanza di fondi a cui sopperisce a fatica attraverso lo stanziamento, sempre sul filo di lana, di finanziamenti da parte degli enti locali, in primis la Regione.

Tuttavia, ogni anno si ripresenta il problema di come reperire, tra le pieghe di bilancio, i fondi adeguati a garantire la continuità didattica a quella che rappresenta un’eccellenza formativa a livello regionale e che attira studenti anche dal Basso Piemonte e addirittura dall’estero. L’anno scorso per far fronte a un buco di bilancio – in gran parte determinato dall’esigenza di aggiornare continuamente l’offerta didattica rispetto ai parametri fissati dal ministero – L’Accademia si è trovata costretta a vendere alcuni quadri di sua proprietà.

Per risolvere questa situazione di continuo precariato e sgravare – almeno in parte – la Regione, la Provincia e il Comune di Genova da un onere di finanziamento che in parte esula dalle loro competenze, da anni chiediamo che sia avviato il processo per rendere statale l’unica Accademia di Belle Arti in Italia, insieme soltanto a quella di Perugia, ancora a carico degli enti locali. È infatti rimasta lettera morta la Legge 508/99 che prevedeva il trasferimento allo stato, e dopo 14 anni non ha ancora trovato applicazione.

Tuttavia occorre fare in fretta, non si può più perdere tempo. La Regione deve chiedere con urgenza un incontro fra una rappresentanza ligure ed il ministro Carrozza e sbloccare così la situazione dell’Accademia. Le Accademie di Genova e Perugia hanno tante buone ragioni da far valere. Purtroppo, devo constatare che ad oggi, nonostante si parli di questo tema da più di due anni, nonostante ripetute sollecitazioni portate in consiglio sotto forma di interrogazioni e ordini del giorno, nonostante ripetute iniziative parlamentari dell’on. Biasotti e recentemente anche di esponenti del PD, questa giunta pare non sia ancora riuscita a ottenere un incontro con il Ministro dell’Istruzione – prima Profumo, oggi Carrozza – per discutere di questo tema.

La mia prima iniziativa risale al maggio 2011; da allora il Ministro dell’Istruzione è stato più volte ospite – anche recentemente – della nostra città, ma non si è fatto nulla. Eppure la Regione dovrebbe avere tutto l’interesse a risolvere la crisi dell’Accademia: per salvaguardare un pezzo di storia e di cultura della Liguria, per superare un’anomalia rispetto al panorama nazionale delle Accademie di Belle Arti, ma anche per liberare risorse preziose del bilancio di Comune, Provincia e Regione. Questa inerzia fa ancora più rabbia alla luce degli ultimi dati sulle iscrizioni: l’Accademia Ligustica attira sempre più giovani, provenienti anche da scuole superiori non prettamente artistiche.

Auspico pertanto che non si temporeggi oltre e si arrivi al più presto a un incontro col ministero dell’Istruzione in cui si trovi una soluzione definitiva per salvare, una volta per tutte, il patrimonio didattico e museale dell’Accademia Ligustica di Belle Arti e dare un futuro certo a un’eccellenza del nostro territorio, con significative potenzialità turistiche ancora in parte inespresse”.