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Zone agricole, Cascino: “I cittadini possono stare tranquilli, nessun effetto giuridico o retroattivo”

Gabriele cascino

Regione. L’assessore regionale all’urbanistica Gabriele Cascino sgombra il campo dai dubbi sulla lettera della Regione che invita i Comuni a riclassificare le zone dove l’indice agricolo sia maggiore di quello previsto dalla legge del 1968. La questione è stata sollevata da Marco Melgrati, capogruppo ligure del Pdl, che ha chiesto se “i cittadini con titoli rilasciati in questi anni in zona agricola con indici superiori possano dormire sonni tranquilli”.

“Certamente possono dormire sonni tranquilli – spiega l’assessore Cascino – La comunicazione del Dipartimento Pianificazione Territoriale e Urbanistica è indirizzata ai Comuni perché eliminino le situazioni di ambiguità. E’ un invito, non una disposizione cogente. Si tratta di provvedimenti che i Comuni sono sollecitati a prendere per ‘fotografare’ la situazione reale e per rimuovere equivoci, ma non hanno effetti né giuridici né retroattivi”.

“Non si crea nessuna incertezza, anzi: l’obiettivo è quello di fare chiarezza – prosegue Cascino – L’idea è semplicemente questa: dove vi sia terreno agricolo bisogna applicare l’indice del decreto del 1968, lo 0,03 mc/mq, ma se ci sono parti del territorio con altri indici occorre chiamare quelle zone in altro modo, ossia zone di espansione. E’ un procedimento di riclassificazione. Se abbiamo una porzione con 0,03 di agricolo più 0,05 di residenziale in zona E, la quota va a 0,08, quindi non si può più chiamare agricolo… ma territorio di espansione”.

In pratica il Comune è chiamato a verificare la corrispondenza o meno degli attuali indici di edificabilità fondiaria. Se viene rilevata un’incongruenza con il decreto ministeriale, l’ente è invitato dalla Regione ad adottare una variante di adeguamento o a riclassificare la zona.
“Si sta parlando di situazioni legittime, quindi non di irregolarità. Se un territorio non è più palesemente agricolo, si smetta di definirlo tale e i Comuni aggiornino i piani e facciano le varianti. Tutto questo per evitare problematiche in futuro. Non c’è niente di retroattivo in questo. E’ semplicemente una variante, o la si fa sull’indice o si riclassifica l’area da agricola a zona di espansione” precisa l’assessore regionale all’urbanistica.

“Quello che è stato fatto in passato non è oggetto della lettera, che non è, come l’ha definita Melgrati, ‘minacciosa’ – conclude Cascino – Al contrario la Regione invita i Comuni a togliersi gradualmente dall’ambiguità sulla disciplina urbanistica edilizia delle zone agricole. Non c’è alcuna conseguenza sulla legittimità dei titoli rilasciati. Si tratta di un processo di adeguamento alla situazione reale”.