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Politica

Partecipate, i sindacati chiedono il rinvio della delibera: “Più tempo e confronto serrato per arrivare a scelte condivise”

Genova. Un lungo confronto, quello che si è svolto questa mattina tra il sindaco di Genova Marco Doria e i rappresentanti dei sindacati confederali sul tema caldo della delibera sulle società partecipate, che il consiglio comunale doveva approvare a luglio, ma che tra ostruzionismo e liti in maggioranza ha deciso poi unanimemente di rinviare a settembre.

Una delibera di indirizzo, certo, già “ammorbidita” rispetto al testo iniziale grazie soprattutto all’intervento della Lista Doria e di Sel, i cui consiglieri avevano manifestato parecchie perplessità, ma che preoccupa non poco i lavoratori delle aziende interessate (Amiu, Aster, Farmacie genovesi, Bagni Marina e Amt) che prima della pausa estiva avevano a turno protestato vivacemente in aula rossa e fuori.

Ora l’appuntamento è fissato per il 10 settembre, primo giorno di “riapertura” della Sala rossa, con il Pd che preme per l’approvazione e le perplessità che restano sia tra le altre forze di maggioranza che tra le fila dell’opposizione.

Oggi sindacati e sindaco si sono incontrati per oltre 4 ore. “E’ dall’insediamento del sindaco che tentiamo di affrontare i problemi delle partecipate – spiega il leader della uil ligure Pierangelo Massa – ma come spesso accade la politica arriva nei momenti di urgenza: ci sono problemi economici, finanziari, di produttività e le aziende soffrono veramente. Noi siamo sempre stati disposti ad affrontarli seriamente, scommettendo anche su cambiamenti organizzativi, anche coinvolgendo strettamente i lavoratori”.

“Per fare questo – aggiunge Massa – non dobbiamo avere una spada di damocle come la delibera. è una dead line che non ci consente di ragionare seriamente ed in modo sereno. Il sindaco si è reso disponibile al confronto. Ora bisognerà fare un percorso con i capigruppo del consiglio”.

“Chiederemo loro di rinviare la delibera, lasciandoci il tempo di entrare nel merito, perché il vero atto è quello che si fa delle aziende e quindi mettere in campo il giorno 10 il documento non serve a raggiungere l’obiettivo, che è quello di rendere più efficienti e più competitive sul mercato le aziende partecipate” aggiunge il segretario genovese della Cisl Antonio Graniero.

“Una situazione – spiega Graniero – che riguarda direttamente circa 4.600 lavoratori genovesi, ma che tocca anche glie altri perché se queste aziende non vengono messe in sicurezza saranno i cittadini a pagarne le spese sotto forma di tasse”.