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Cronaca

Operazione “Mountain Bike”: nel centro storico si spaccia anche su due ruote. Sequestrate 4.000 dosi di cocaina

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Genova. Shinwy il cinese e la gang delle mountain bike. Fosse un film poliziesco di bassa lega, questa storia avrebbe un titolo del genere. Quello che accadeva nel centro storico di Genova, però, era tutto vero.

Nelle scorse ore sono finiti in manette tre uomini, cittadini marocchini: E.K.R., 22 anni, D.M., 30 e H.T., 24 anni. L’ultimo dei tre era conosciuto nel centro storico come Shinwy il cinese per via dei suoi tratti somatici. L’operazione che li condotti in carcere, condotta dal Commissariato Prè, si chiama “mountain bike”, come il mezzo di trasporto utilizzato per spostarsi agilmente nei vicoli del centro storico.

Tutto inizia lo scorso giugno: in due mesi di appostamenti e pedinamenti, gli agenti di polizia hanno individuato ed osservato i consumatori abituali di cocaina, risalendo poi agli spacciatori che, proprio utilizzando le due ruote, erano riusciti ad organizzare un servizio di spaccio “a domicilio” modulando zone, orari e modalità di consegna dello stupefacente, così da non dare troppo nell’occhio.

Nei week end l’attività illecita si spostava nei pressi delle discoteche “Estrella” di Dinegro e “Las Vegas” di Campi, locali molto frequentati dagli amanti del ballo latino americano. Fondamentale per la riuscita dell’operazione è stata l’individuazione della base logistica dei tre spacciatori, situata nella zona di Sampierdarena, dove, nella tarda serata del 16 agosto scorso, i tre sono stati intercettati mentre rincasavano dopo aver fatto rifornimento di sostanza stupefacente.

Al momento dell’intervento dei poliziotti, “Shinwy” è riuscito a darsi alla fuga, abbandonando buona parte della droga. La latitanza è durata soltanto pochi giorni: il 26 agosto è stato individuato in zona San Martino insieme alla fidanzata ed arrestato. In quel frangente lo spacciatore non ha esitato a farsi scudo con la fidanzata, spingendola contro gli agenti, pur di riuscire a scappare.

L’operazione ha permesso di sequestrare un chilogrammo di cocaina e cento grammi di hashish. Di ottima qualità, una volta tagliato avrebbe immesso sul mercato genovese circa 4000 dosi di cocaina.