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L’Istituto italiano di tecnologia di Genova: dove “rientrano i cervelli italiani”

Genova. Più di 1.200 persone provenienti da 50 paesi. Laboratori attrezzati su 30 mila metri quadrati ai quali si aggiunge una rete di dieci centri di ricerca in collaborazione con le migliori realtà scientifiche ed universitarie italiane, dai Politecnici di Milano e Torino alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Questi sono solo alcuni numeri dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, visitato dal premier Enrico Letta. Grazie ad un finanziamento pubblico annuale di circa 97 milioni l’Iit basa la sua ricerca sull’idea che la imitazione tecnologica della natura e dei suoi processi possa fornire soluzioni ai grandi problemi della società contemporanea migliorando la qualità della vita dell’uomo. Di recente l’Iit ha aperto un centro al Mit di Boston e uno all’università di Harvard.

“All’It, dove la ricerca è mirata a trasferire tecnologia all’industria e dove siamo diventati eccellenti in tutti i campi, la nota importante è che ci sono anche italiani che rientrano”. Così Gabriele Galateri, presidente del comitato esecutivo dell’Istituto italiano di Tecnologia, ha presentato il centro di ricerca al capo del Governo Enrico Letta.

“Questa presenza di ricercatori italiani – ha sottolineato Galateri – la dice lunga sulla nostra capacità di attrazione. L’Iit è una risorsa importante per il progetto di rilancio della crescita pianificato dal vostro Governo”.

Il direttore scientifico Roberto Cingolani ha ricordato che il valore “dell’attività commerciale dell’Iit ha raggiunto nel 2012 i 4,5 milioni di euro registrando un trend di forte
crescita. Siamo nati da poco tempo ma siamo già riusciti ad entrare nel piccolo club dei centri di ricerca eccellenti”. Cingolani ha sottolineato che “ad oggi sono 127 le invenzioni generate dall’istituto, 209 le domande di brevetto, 31 i brevetti già depositati”.

“Ho chiesto – ha concluso il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando – al capo del Governo Enrico Letta di venire qui all’Iit perché l’intreccio tra ricerca e industria a Genova funziona da 150 anni”