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Economia

Imu, artigiani liguri più tartassati d’Italia. Grasso: “Bene abolizione su prima casa, ma penalizzate piccole imprese”

giancarlo grasso - confartigianato

Liguria. “È senza dubbio positiva la scelta del governo di abolire per il 2013 la tassa sulla prima casa, un provvedimento che potrebbe favorire il rilancio dell’edilizia e di tutta la filiera del mercato immobiliare, dopo alcuni anni di recessione profonda”.

Così Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria, commenta l’abolizione dell’Imu da parte
dell’esecutivo nazionale. “Ci rincresce però rilevare – puntualizza Grasso – che il governo continui a equiparare laboratori, negozi, botteghe e capannoni al pari di immobili di lusso anziché considerarli, come dovrebbe, la “prima casa” degli artigiani, beni strumentali indispensabili alle imprese per poter svolgere la propria attività. Il mantenimento dell’Imu sui locali delle imprese sarà un’altra batosta per le aziende che si trovano a dover affrontare un autunno bollente per la crisi economica
ancora profonda e un calo dei consumi che non dà segnali di ripresa”.

Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, l’Imu sugli immobili produttivi nel 2013 aumenterà dell’8,3%. Nel 2012 gli imprenditori italiani hanno pagato per capannoni, negozi e laboratori 9,3 miliardi di euro di Imu, una somma pari al 39,1% del totale dei 23,7 miliardi di gettito Imu dello scorso anno.

Nel 2012, gli artigiani liguri risultavano tra i più tartassati in Italia dalle aliquote Imu sui capannoni industriali e laboratori. Alla Spezia un’impresa artigiana ha pagato tra i circa 7.500 e i quasi 20mila euro, a Imperia tra i 3 e i 7mila euro, a Genova tra i 2 e i 5.500 euro, mentre a Savona “solo” tra i 700 e i 1.800 euro.

“La pressione fiscale sugli immobili e l’incertezza sulle modalità di applicazione delle nuove forme di tassazione – sottolinea Grasso – hanno gravemente penalizzato tutta la filiera dell’edilizia che, dal 2009 a oggi a perso circa 400mila addetti e registrato un calo delle compravendite immobiliari di circa il 14% nell’ultimo anno. Gli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e sulla riqualificazione energetica decisi dal governo possono dare una boccata d’ossigeno al comparto delle costruzioni oggi in ginocchio, ma è indispensabile che sia supportato anche da politiche organiche di agevolazioni sui mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni e per la ristrutturazione degli edifici”.